Caso Epstein, la Procura di Roma apre un’inchiesta sul filone italiano. Lapo Elkann: «L’ho incontrato due volte»

Il caso Epstein arriva alla Procura di Roma e incrocia anche il nome di Lapo Elkann. I magistrati capitolini hanno aperto un procedimento, al momento contro ignoti, per violenza sessuale, per verificare se il sistema di reclutamento e sfruttamento costruito attorno al finanziere americano abbia avuto ramificazioni anche in Italia.
Elkann, citato nei giorni scorsi dal deputato repubblicano statunitense Thomas Massie, ha precisato di aver incontrato Epstein soltanto due volte e ha respinto qualsiasi associazione a condotte illecite.
A dare impulso all’inchiesta è stato un esposto della Rete Nazionale dei Centri antiviolenza di Differenza Donna. Gli inquirenti avrebbero inoltre chiesto al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti la documentazione degli Epstein Files, il vastissimo archivio di atti, registri, comunicazioni, immagini e testimonianze raccolto negli anni sul caso.
Epstein Files, cosa cerca la Procura di Roma
L’indagine non punta a compilare un elenco degli italiani presenti negli archivi americani, ma ad accertare se emergano condotte penalmente rilevanti legate al reclutamento, allo sfruttamento e alle violenze sessuali.
Comparire negli Epstein Files, essere citati in un documento o avere avuto rapporti con Epstein non significa aver commesso un reato.
«Abbiamo ritenuto necessario chiedere che anche in Italia venissero svolti tutti gli accertamenti possibili», afferma Elisa Ercoli, presidente della Rete Nazionale di Differenza Donna.
Per Ercoli, «la dimensione internazionale della vicenda e il sistema di relazioni economiche, sociali e di potere che ha circondato Epstein non possono diventare una zona d’ombra». Se esistono fatti che riguardano l’Italia, aggiunge, «devono essere ricostruiti e accertati con rigore».
Differenza Donna: «Un nome non è prova di responsabilità»
Teresa Manente e Ilaria Boiano, responsabili dell’Ufficio Legale dell’associazione, invitano a evitare automatismi.
«La presenza di un nome in un documento o la frequentazione di Epstein non costituiscono, di per sé, prova di responsabilità penale», precisano.
Gli inquirenti dovranno quindi distinguere semplici conoscenze e frequentazioni da eventuali comportamenti penalmente rilevanti, verificando gli elementi riconducibili a violenze sessuali, sfruttamento o altre forme di partecipazione al sistema.
Per Differenza Donna, al centro degli accertamenti devono esserci soprattutto le eventuali vittime. Il caso americano ha mostrato quanto possa essere difficile far emergere episodi di violenza quando intorno alle persone coinvolte si muovono denaro, prestigio e relazioni influenti.
Elkann: i due incontri con Epstein
Elkann ha spiegato che i due incontri con Epstein avvennero in circostanze pubbliche e professionali. Il primo a New York, quando lavorava come assistente di Henry Kissinger, durante un appuntamento frequentato da esponenti della politica e della finanza. Il secondo a Roma, in occasione di un evento d’affari legato a Brasilinvest.
«Vedere il proprio nome accostato a quello di Jeffrey Epstein, in assenza di elementi che giustifichino tale associazione, è inaccettabile», ha dichiarato il nipote di Giovanni Agnelli, annunciando di voler tutelare la propria reputazione «in ogni sede opportuna».
Ha inoltre sostenuto che negli archivi pubblici degli Epstein Files non risulti alcuna corrispondenza diretta con Epstein e si è detto disponibile a fornire alle autorità ogni chiarimento ritenuto utile.
Massie e i nomi citati alla Camera Usa
Il fronte italiano si apre pochi giorni dopo l’intervento alla Camera statunitense di Thomas Massie. Il deputato repubblicano ha letto i nomi di oltre una dozzina di persone da lui definite «cocospiratori» di Epstein, chiedendo che vengano indagate e, qualora ne ricorrano i presupposti, perseguite.
Nell’elenco figuravano anche Andrew Mountbatten-Windsor, ex principe Andrea, e il miliardario Les Wexner.
Massie ha inoltre annunciato una nuova iniziativa legislativa, l’“Epstein Files Transparency Act II”, per ottenere la pubblicazione di altra documentazione non ancora resa pubblica.
La citazione di un nome da parte di un esponente politico, così come la sua presenza negli archivi, non equivale a un accertamento giudiziario né dimostra una responsabilità penale.
La Procura di Roma dovrà ora capire se nei collegamenti italiani contenuti nella documentazione americana ci siano soltanto relazioni e frequentazioni o fatti penalmente rilevanti.
L'articolo Caso Epstein, la Procura di Roma apre un’inchiesta sul filone italiano. Lapo Elkann: «L’ho incontrato due volte» sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)