Caso Regeni: lo Stato chiede 2 milioni di risarcimento ai quattro 007 egiziani imputati

24 Giugno 2026 - 16:27
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Caso Regeni: lo Stato chiede 2 milioni di risarcimento ai quattro 007 egiziani imputati

Caso Regeni: lo Stato chiede 2 milioni di risarcimento ai quattro 007 egiziani imputati

Due milioni di euro: è il risarcimento che l’Avvocatura dello Stato, che rappresenta la presidenza del Consiglio dei ministri, ha chiesto nei confronti dei quattro 007 egiziani imputati del sequestro e dell’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso in Egitto dieci anni fa.
Nel suo intervento in aula bunker a Rebibbia l’Avvocatura ha sottolineato come «questo crimine abbia colpito profondamente la comunità italiana» e che gli imputati «hanno leso i diritti di tutela della libertà dei cittadini italiani anche all’estero. Sono stati violati diritti costituzionalmente garantiti».

A settembre la sentenza. Ieri le richieste della Procura

La sentenza è attesa subito dopo la pausa estiva, già nel mese di settembre 2026. Ieri la procura di Roma aveva chiesto nei confronti degli 007 egiziani un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di reclusione. In particolare, al termine della requisitoria, il procuratore capo Francesco Lo Voi e il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco avevano sollecitato il carcere a vita per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e 17 anni e 6 mesi per Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Tareq Sabyr. «Giulio Regeni non è più soltanto il nome di una vittima . E’ diventato il nome di una domanda universale di giustizia», aveva sottolineato Colaiocco.

Legale famiglia: tutto il male del mondo non può restare impunito

Intanto nella sua arringa, nel corso del processo a carico dei quattro 007, la legale di parte civile dei genitori di Regeni, Alessandra Ballerini ha espresso la posizione della famiglia, rimarcando che «Tutto il male del mondo non può rimanere impunito e occorre dare risposta alla più dolorose delle domande: perché? Perché lui? Chi ha immobilizzato, torturato e ucciso Giulio ha annientato la sua dignità e quella di tutti noi». Perché «Nessuno deve più soffrire quello che ha sofferto Giulio. Oggi abbiamo la possibilità di sanare ferite in parte inguaribili e ripristinare la fiducia nei cittadini che credono nei nostri valori, nell’intangibilità dei corpi e nell’inviolabilità della dignità» ha concluso Ballerini che si è associata alle richieste formulate dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco e dal procuratore Francesco Lo Voi che hanno sollecitato l’ergastolo per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e 17 anni e 6 mesi per Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Tareq Sabyr.
Per il danno subito dalla famiglia Regeni l’altro legale di parte civile, l’avvocato Giacomo Satta, ha sollecitato un risarcimento con la quantificazione rimessa ai giudici della Corte di Assise così come una provvisionale per il “danno catastrofale” subito da Giulio, vittima di un crimine contro l’umanità.

La lotta ” a mani nude contro il regime”

Ballarini ha ricordato come nel corso degli anni la famiglia Regeni abbia «lottato a mano nude contro il regime egiziano, ma non ha mai perso un briciolo di dignità. Non si è fatta mai contaminare dall’odio. Non hanno mai cercato vendette o punizioni, hanno solo detto ‘verità e giustizia’. Da quando Giulio è scomparso, alla famiglia non è stato risparmiato nessun tormento. Abbiamo dovuto incontrare esponenti del governo, anche rappresentanti egiziani, non è gli è stato risparmiato nulla. Abbiamo subito persecuzioni e minacce«, ha sottolineato Ballerini.

 

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