Caso Roggero, le piddine Boldrini e Braga e l’immancabile Conte all’assalto: ecco la sinistra anaffettiva che pur di attaccare il governo processa le vittime

18 Luglio 2026 - 18:50
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Caso Roggero, le piddine Boldrini e Braga e l’immancabile Conte all’assalto: ecco la sinistra anaffettiva che pur di attaccare il governo processa le vittime

La sinistra anafettiva cavalca il caso Roggero per attaccare il governo su sicurezza e legittima difesa

Non è solo una questione legata al drammatico caso Roggero, no: esiste una anaffettività politica, gelida e burocratica, che sembra ormai caratterizzare il Dna della sinistra italiana. Una distanza siderale dai bisogni reali che ha portato, eufemisticamente e forse riduttivamente, a parlare di “comunisti al caviale” e di “dem della Ztl”, ma che in realtà è ben più spigolosa come realtà. Di più: potremmo parlare di una presenza che si fa assente, se non apertamente punitiva, ogni volta che sul tavolo ci sono i dossier che guardano ai pilastri della vita dei cittadini: la casa, la proprietà privata – ciclicamente minacciata dallo spettro della patrimoniale –, il lavoro e la famiglia. E non necessariamente in quest’ordine…

Caso Roggero e l’anaffettività della sinistra

E allora, nell’ambito di questa riflessione, non possiamo prescindere – se non partire direttamente – da un clamoroso esempio di sciacallaggio ideologico ravvisato a più riprese e a fronte di diverse dichiarazioni di esponenti dem, emblemi di una reazione speculativa al caso di Mario Roggero, laddove, per esempio nel caso delle piddine Boldrini e Braga, la tragedia di un uomo che in drammatici istanti ha visto minacciata la propria vita, la propria attività, e i propri familiari, sotto l’incubo di un’arma puntata alla faccia o al collo, non merita alcuna umana comprensione. Anzi: diventa solo un grimaldello per attaccare il governo.

Le piddine Boldrini e Braga oltre ogni ragionevole dubbio

Sì, perché nelle more della polemiche sulla grazia e sui limiti e le estensioni possibili della legittima difesa, non possiamo dimenticare che durante le fasi iniziali della rapina all’interno del negozio di Roggero, quando la tensione è altissima – la famiglia ha già subito una rapina nel 2015, lui picchiato, la figlia vittima di un trauma durato mesi -. E con i malviventi che, decisi a portare a termine il colpo, minacciano di morte i presenti.

Dentro quel negozio, Mario, la moglie, la figlia sono sotto la minaccia di una pistola puntata in faccia – che solo alla fine di tutto si rivelerà una replica giocattolo –. E di un coltello puntato alla gola. È così che le due donne vengono costrette a consegnare gioielli. Poi i rapinatori legano loro i polsi. «Mi hanno dato due pugni… Ripetevano che ci avrebbero ammazzato», testimonierà la moglie di Roggero…

Roggero, Conte cavalca il caso per attaccare il governo su sicurezza e legittima difesa

Eppure, a dispetto di tutto e di tutti, nel coro dell’anaffettività progressista non manca oggi neppure la nota polemica di Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle si accoda alle colleghe dem, e alzando i toni dello scontro con il governo, cavalcando il caso Roggero, ne approfitta per sferrare un attacco frontale all’esecutivo, puntando l’indice contro il centrodestra che accusa di sciacallaggio e propaganda sul tema della sicurezza e della legittima difesa. «Dopo avere fallito sulla sicurezza – attacca l’ex premier – hanno trovato la ricetta furba per scaricare sui cittadini la responsabilità: cari cittadini, procuratevi un’arma e fatevi giustizia da soli».

Forzature e paradossi

Una forzatura che l’avvocato porta alle estreme conseguenze asserendo tra una intemerata e l’altra, «che se tutti applicassero la regola della “giustizia fai da te”, lo stesso gioielliere sarebbe morto da tempo. Non ancora pago, quindi, liquidando il caso come estraneo alla legittima difesa, Conte rispolvera vecchi schemi ideologici sul monopolio statale della forza, per agitare lo spettro della deregulation: «È lo Stato che deve garantire la nostra sicurezza, se non vogliamo che l’Italia diventi un far west». Una posizione che, ignorando la complessità del trauma subito dalle vittime di violenze e ingiustizie, preferisce teorizzare formule astratte o banali richiami, purché funzionali e concretamente declinabili all’ennesima polemica antigovernativa.

Caso Roggero, dov’è finita l’empatia per le vittime?

E allora ci chiediamo: come non provare empatia con le vittime rispetto a tutto ciò? Eppure, così sembra essere a sinistra delle nostre considerazioni, dove le dichiarazioni di Laura Boldrini, Chiara Braga e Giuseppe Conte appaiono platealmente emblematiche di una cecità empatica che sconcerta e indigna. Boldrini liquida il dramma parlando di «fumo sulla sicurezza» e accusando il centrodestra di inseguire consensi, trincerandosi dietro i tre gradi di giudizio, come se la legalità formale cancellasse il trauma profondo di chi subisce una rapina.

Le fa eco la Braga, che evoca spettri di “Far West” e accuse di “propaganda trumpiana”, arrivando all’estremo punto di non vedere nitidamente la realtà: una vittima disperata, finita in cella e costretta a un maxi-risarcimento che pesa come un macigno. Mentre Conte, dall’alto del suo pulpito parlamentare, annuncia «mesi di battaglia, impegno e partecipazione»: non proposte contro il crimine, ma crociate contro il governo.

La sinistra algida e salottiera garantista a corrente alternata

Per questa sinistra salottiera oltre ogni limite, ma non ogni oltre confine estremo ideologico. Algida e con un approccio da ragioniere fustigatore di beni e comprensione umana (se si tratta di connazionali, sembra di ravvisare, ma ben più prodiga di amnistie morali e grazie giustificazioniste in caso di criminalità d’importazione), la difesa della propria vita o dei propri cari, di un bene personale o di un diritto imprescindibile, è un peccato originale da punire. Mai un dramma umano da comprendere.

Se l’ideologia cancella la carne e il sangue

Allora ci chiediamo: preferiscono lo Stato di diritto declinato come algido formalismo alla tutela della carne e del sangue dei cittadini? E la prima risposta che sembrano offrirci dichiarazioni e posizioni, sembra essere quella secondo cui davanti alla paura di un commerciante e della sua famiglia, quantomeno le due esponenti Pd citate, non vedono persone. Ma solo l’ennesima occasione per fare una morale astratta e geometrica.

Una spietata macchina del consenso che si riscopre garantista solo con i delinquenti, restando drammaticamente fredda e ostile di fronte alle vittime di soprusi e violenze. Che siano colpevoli di possedere un bene primario come la casa. O rei di aver reagito a un’azione brutale, oltre ogni ragionevole dubbio.

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