Cellino: "Allegri pensi ad allenare senza rompere le scatole sul futuro chiedendo rinforzi"

21 Maggio 2026 - 10:36
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L'ex presidente del Cagliari dice la sua sull'allenatore del Milan.

Massimo Cellino parla senza peli sulla lingua di Massimiliano Allegri, suo allenatore ai tempi di Cagliari.


L'ex presidente del club sardo ha dichiarato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Ad Allegri dico di rimettersi a fare l'allenatore e di non rompere le scatole su altri temi. Ho sentito i suoi riferimenti alla rosa da rinforzare e questo non è da lui. L'Allegri che conosco sapeva lavorare con quello che gli davi. Era capace di fare di necessità virtù. Non si è mai lamentato di un'assenza. Dava tranquillità al gruppo, lo allenava bene ed era un valore aggiunto. Non è da Allegri chiedere giocatori. Se lo fa, non è più il mio Allegri".


"Questa stagione non è ancora finita e penso che abbia sbagliato a distrarsi. Visti i risultati fino a inizio marzo, il suo Milan non avrebbe dovuto attendere fino all'ultima partita per conquistare la Champions. Ha tanti meriti, ma qualcosa ha sbagliato pure lui. Magari è stato disturbato dalle voci sulla Nazionale. È normale che un allenatore bravo venga cercato, ma con me come presidente non si sarebbe distratto. Ve lo posso assicurare. Tra noi bastavano poche parole. Gli avrei detto: ‘Fai l'allenatore e non rompere sul futuro e su altri argomenti'. Sono sempre stato diretto anche con i miei figli e a lui voglio bene come a loro".


NAZIONALE

"Conte e Allegri sono i migliori tecnici per guidare un club, ma per l'Italia serve un motivatore, uno psicologo, uno che sappia tirare fuori dai calciatori il massimo in pochi allenamenti. Io prenderei Ranieri che sotto l'aspetto della comunicazione e del rapporto con i giocatori è il massimo. Allegri al Milan c'è stato in passato e c’è ritornato. Per me non si deve muovere perché ha la maglietta del Milan cucita addosso. La società farà il possibile per accontentarlo. Il resto dovrà farlo lui perché è un valore aggiunto".


GALLIANI

"Galliani ha 12 anni in più di me. Per il bene che gli voglio, gli auguro di vivere fino a 150 anni, ma per stare nel calcio ci vuole energia. Lui ha esperienza, ha vinto tutto e sa come si gestisce un club. Ciò premesso, se tornasse al Milan sarebbe difficile anche per Adriano. Il calcio è cambiato e sono cambiati anche i proprietari: da Berlusconi e Moratti siamo passati ai fondi. Dirigenti bravi come Galliani o Cellino in giro non ne vedo, ma bisogna essere anche capaci di relazionarsi con le nuove tecnologie e avere dei collaboratori validi".


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