Maran: "Con l'Albania puntiamo alla qualificazione a Euro 2028, poi ai Mondiali 2030. Ho parlato con Tare 20 giorni fa a Milanello"

21 Maggio 2026 - 10:36
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Il tecnico è pronto a sedersi sulla panchina della Nazionale dell'Aquila Bicipite

“Quando l’Albania mi ha chiamato, mi sono emozionato. Ho subito percepito che è una nazione con orgoglio e senso di appartenenza incredibili”. Lo dice Rolando Maran, fresco di nomina a ct della Nazionale balcanica al posto di Sylvinho, a La Gazzetta dello Sport. "Domenica mi trasferirò a Tirana e inizierò il lavoro vero. E poi la città è bellissima, con una ospitalità incredibile. Mia moglie, che è una interior designer, andrà e verrà: siamo abituati”.

“Gianni De Biasi è la prima persona che ho chiamato. Ricordo benissimo quella sua avventura, tifavo per lui. Mi ha detto di non avere dubbi, che stavo facendo la scelta giusta. E che l’Albania ha fatto la scelta giusta puntando su di me. Questo mi ha fatto piacere. Curiosamente, ho anche parlato con Igli Tare 20 giorni fa a Milanello. Non potevo immaginare che avrei allenato la sua Nazionale”. 

CARATTERE

“Il momento più difficile è stato al Genoa, quando abbiamo avuto 22 giocatori positivi al Covid. Un’incertezza totale. Il più bello l’esordio in Serie A, Roma-Catania 2-2 nell’agosto 2012: vincevamo giocando bene, ci hanno fatto il 2-2 al 91’ e nel recupero abbiamo preso una traversa con Castro. La prova del fatto che eravamo andati lì per vincere, non per prendere un punto. Negli ultimi anni sono diventato più tollerante. Prima avevo meno pazienza, se le cose non andavano come volevo mi arrabbiavo molto. Ho imparato ad accettare un altro modo di vivere il calcio. Un esempio? Il Pitu Barrientos a Catania. Dava l’impressione di essere svogliato ma ora ho capito che mi ha dato tutto. Meglio, tutto quello che aveva”.

I PIU' FORTI ALLENATI

"Il Papu Gomez, Barella, Srna, Nainggolan, Almiron, Pandev a fine carriera... Nainggolan era uno spettacolo. Fuori dal campo è diciamo... esuberante, ma averlo in campo era un piacere. Ti rendeva fiero”.

OBIETTIVI CON L'ALBANIA

“L’obiettivo è tornare nella Serie B di Nations League e qualificarci all’Europeo. Sogno di fare grandi risultati e scrivere una pagina di storia. Ringrazio il presidente federale Duka per la scelta: lo stadio di Tirana mi ha lasciato a bocca aperta, non vedo l’ora di allenare lì dentro. Voglio andare a vedere più allenamenti possibile e studiare l’albanese per parlare con i giocatori. Vorrei allenare il mio calcio di sempre: propositivo, verticale, di lotta. Arrivare ai risultati con sudore e fatica è nel dna di questa nazione”.

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