Ceriale, il ragazzo che ha girato il video choc dopo l’incidente lascia l’Italia: “Mi sa che è fallito il piano bella vita”

22 Giugno 2026 - 13:56
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Ancora un reel pubblicato dal ragazzo di Ceriale coinvolto nella diffusione del video – dove rideva – girato subito dopo il grave incidente costato la vita a Sofia Barberi, 23 anni, e le gravissime lesioni a Elena B., passeggera sul motorino, alla quale è stato amputato un piede.

Nel filmato, registrato all’aeroporto di Malpensa mentre si prepara a partire, il giovane ironizza sulla vicenda e sulla sua situazione personale: “Mi sa che il mio piano di fare bella vita felice in Italia è fallito. Tutta Italia ci odia, remigrazione” In un altro passaggio aggiunge, riprendendosi con il telefono mentre si avvia all’imbarco su un volo low cost: “Mi ha rovinato la vita sto incidente – dice ancora -. Mi tocca cambiare vita, guarda qua, porca p… Meno male che prendo tutto sul ridere, se no qua…”.

Il ragazzo risulta partito nella mattinata, presumibilmente diretto nei Paesi Bassi.

Le parole del datore di lavoro di Sofia

Sulla vicenda interviene anche il datore di lavoro di Sofia, Domenico Mamone, presidente dell’Unsic, l’associazione per cui la giovane lavorava da tre anni. In una nota esprime forte indignazione:

“È davvero inconcepibile che un drammatico incidente stradale diventi virale a causa dell’ennesimo video dove le emozioni suscitate dalle immagini annullano ogni forma di sensibilità”.

Mamone ricostruisce poi il profilo professionale della 23enne:

“Sofia, nonostante la giovane età, era per noi una grande professionista, responsabile nel lavoro, sempre vicina alle persone – scrive Mamone -. Attraverso la nostra rete di servizi sul territorio, dava quotidianamente il proprio contributo a cittadini, famiglie e utenti che si rivolgevano agli uffici per ricevere assistenza, ascolto e supporto”.

Quindi la condanna del comportamento legato alla diffusione dei video:

“È inconcepibile che al nostro dolore si sommi questo atto di disumanità che non possiamo ignorare: davanti a un incidente, davanti a una vita spezzata e a soccorritori impegnati nel tentativo disperato di salvare due ragazze, la prima reazione non può essere quella di prendere un telefono, registrare un video e trasformare una tragedia in contenuto da social”.

E infine un appello collettivo:

“Questo episodio ci interroga tutti. Interroga le famiglie, la scuola, le istituzioni, le associazioni, il mondo del lavoro, le imprese e le comunità educanti. Non possiamo accettare che la superficialità, la ricerca di visibilità, l’abuso dei social, l’assenza di consapevolezza e il mancato rispetto della vita umana diventino tratti ordinari della nostra società. La morte di Sofia non può essere ridotta a una notizia di cronaca – conclude -. Deve diventare un richiamo forte alla coscienza collettiva. Perché ogni vita ha un valore immenso. Perché davanti al dolore non si ride, non si filma, non si condivide. Si soccorre. Si rispetta. Si tace. Si prega. Sofia resterà nel ricordo di chi l’ha conosciuta e di chi ha potuto apprezzarne la serietà, la gentilezza e il contributo al servizio degli altri. Alla sua famiglia va il nostro abbraccio più sincero”.

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