Chelsea-Manchester City, a voi la FA Cup: voglia di riscatto e ripartenza da una parte, un altro trionfo prima di salutare Guardiola dall'altra
A Wembley va in scena il 145° atto della finale della competizione più antica al mondo
Da una parte la voglia di coronare quella che potrebbe essere la splendida conclusione di un ciclo probabilmente irripetibile per la storia del club. Dall'altra, l'ultimo appiglio per salvare una stagione ricca di problemi e contraddizioni e iniziare a fissare dei paletti per il rilancio in quella ventura. Manchester City e Chelsea si giocano oggi a Wembley l'edizione numero 145 della Coppa d'Inghilterra, la competizione più antica al mondo, con obiettivi e prospettive diverse anche in relazione al futuro.
GUARDIOLA PER IL DOUBLE
Pep Guardiola, che verosimilmente saluterà dopo la conclusione della Premier League – per la quale è ancora in lizza a 180' dalla fine – insegue la terza vittoria della sua carriera in FA Cup e un “double” (considerando che ha già portato a casa la Carabao Cup a marzo) che gli è riuscito già una volta da quando allena in Inghilterra, nel 2019. Insieme a lui, gli ultimi a cogliere questo doppio successo nelle coppe nazionali, negli ultimi 19 anni, sono stati José Mourinho alla guida del Chelsea (2006/2007) e Jurgen Klopp, nel 2022 col Liverpool. Certo, in caso di clamoroso sorpasso sull'Arsenal nelle ultime due giornate, il tripudio sarebbe totale e chiuderebbe nella maniera migliore un ciclo lungo 11 anni e che ha proiettato il Manchester City in una nuova dimensione.
CHELSEA, QUANTI SCOSSONI
Sull'altro fronte c'è invece una squadra che, senza l'eventuale conquista della FA Cup (ma anche con quella in bacheca), sta per mandare in archivio una stagione folle. Schizofrenica. Iniziata con un allenatore che sembrava poter aprire un percorso di grande crescita e successi – Enzo Maresca – e che aveva ottenuto nello spazio di pochi mesi Conference League, Mondiale per club e qualificazione alla Champions League. Proseguita con le incomprensioni coi vertici del club sulle strategie di rafforzamento e passati dalla nomina di un altro allenatore, giovane, ambizioso, ma inadatto a legare con lo spogliatoio. E così, dopo appena 3 mesi di lavoro e nonostante un contratto fino al 2031 da poco sottoscritto, anche Liam Rosenior è finito nella centrifuga Chelsea lasciando al tecnico ad interim Calum McFarlane il compito di provare a chiudere un'annata da incubo col sorriso. McFarlane - che nel suo passato ha anche un'esperienza nel settore giovanile del Manchester City - sarà il primo allenatore inglese in una finale di FA Cup a distanza di 6 anni da Frank Lampard e punta ad essere il primo a vincerla 18 anni dopo l'impresa di Harry Redknapp col Portsmouth.
LA PARTITA DI MARESCA
Curioso che il nome di Enzo Maresca sia ricorrente nella storia di questa finale di FA Cup tra Manchester City e Chelsea. Quello che è stato per anni un uomo di Guardiola, cresciuto prima nell'Academy e alla guida della formazione Under 23 (con cui vince pure un campionato e valorizza talenti come Cole-Palmer, oggi stella dei Blues) e poi come vice del tecnico catalano nella stagione 2022/2023, quella del fantastico Treble, potrebbe essere il futuro dei Citizens. Se Guardiola dirà davvero basta – e i primi segnali stanno arrivando dalle partenze già annunciate di un paio di componenti del suo staff – per prendersi magari una stagione sabbatica, l'allenatore italiano scaricato senza troppi complimenti e oggi rimpianto da molti al Chelsea, è il candidato più autorevole per sedersi sul trono di Pep.
I PROTAGONISTI DEL CITY
Una finale di FA Cup è da sempre anche l'opportunità per i grandi protagonisti, e quindi per i calciatori più importanti da una parte e dall'altra, per prendersi la scena e magari per riscrivere le proprie storie. Può essere il caso di Gigio Donnarumma, che al primo anno in Inghilterra dopo i trionfi col Paris Saint-Germain ha fame di altri titoli dopo la Carabao Cup, vissuta peraltro da comprimario dietro al portiere di coppa Trafford. Partita importante anche per due habitué a certi palcoscenici come Rodri e Haaland o per un fuoriclasse, anche lui al passo d'addio, come Bernardo Silva. Potrebbe esserlo, per altri motivi, per giocatori a caccia del riscatto personale dopo un'annata difficile come l'ex milanista Reijnders – partito titolare e scivolato gradualmente nelle retrovie – o per Foden.
ENZO UNICO FARO DEL CHELSEA
L'elenco è decisamente più nutrito sul fronte opposto perché in tanti, in troppi, quest'anno al Chelsea hanno giocato al di sotto delle proprie possibilità. E allora Wembley può essere il motivo di ispirazione per fare qualcosa di grande non solo per un campionissimo affermato come Enzo Fernandez o per un'altra certezza come Joao Pedro. Chissà che la finale di FA Cup non possa essere la grande occasione che l'ex di turno Cole-Palmer attende per cancellare gli infortuni e le tante incertezze suscitate in particolare dalla seconda parte di stagione.
ORA TOCCA A VOI
L'appuntamento per dirimere tutti questi dubbi è fissato alle 16, ora italiana, a Wembley. Manchester City da una parte per provare a chiudere col botto e fare il pieno di entusiasmo in vista delle ultime due tappe della volatona per la conquista della Premier League (e completare anche un'incredibile tris di successi in questa competizione, conquistata sia con la squadra femminile, proprio contro i londinesi, e con l'Under 18), il Chelsea dall'altra per cancellare tutto quello che non ha funzionato negli ultimi mesi.
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