Roma, Cicinho: "Dopo una sfuriata di Rosella Sensi, Heinze disse a Totti che non poteva fare il capitano e non vide più il campo"

Maggio 16, 2026 - 10:52
0

L'ex terzino brasiliano del Real Madrid racconta i problemi passati con l'alcol: "In un giorno 70 birre e 15 caipirinhe, 25 tatuaggi da ubriaco".

Cicinho racconta i problemi vissuti con l'alcol.


L'ex terzino brasiliano di Roma e Real Madrid ha dichiarato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Io con l'alcol mi sono autodistrutto. Tutto è iniziato a 13 anni, a una festa tra amici. Ho assaggiato la birra e me ne sono innamorato come fosse una donna. Più crescevo, più bevevo. Tornavo a casa alle 5 del mattino senza che i miei genitori scoprissero nulla. E il giorno dopo stavo bene, riuscivo perfino ad allenarmi".


"Quando andai al Botafogo, nel 2001. Lì bevevo venti birre e dieci caipirinha al giorno. A 17 anni iniziai anche a fumare sigarette. Ma io il calcio lo vivevo così: volevo arrivare in alto, guadagnare tanti soldi e divertirmi. Quando sono arrivato al San Paolo e poi in nazionale pensavo di aver già ottenuto tutto".


REAL MADRID

"Nel 2005 mi presero al Real Madrid per essere il nuovo Michel Salgado e io pensai: 'Perfetto, ora posso fare festa per sempre'. Compravo auto, vestiti, organizzavo serate a casa. Non uscivo quasi mai perché a Madrid c'erano paparazzi ovunque. Così bevevo direttamente nella mia villa con gli amici. Stavo sempre a casa. Andavo a letto alle 4 del mattino e alle 8 ero all'allenamento ubriaco. Prima di uscire bevevo tre o quattro caffè e mangiavo un pacchetto di cicche per coprire l'odore dell'alcol. E in campo andavo pure forte".


"Nemmeno Capello sospettava qualcosa, un giorno pizzicò la pancia di Ronaldo il Fenomeno davanti a tutti. Era il periodo in cui Ronny era molto grasso".

TATUAGGI DA UBRIACO

"Ho sempre voluto farmeli, ma avevo paura degli aghi. Così ho iniziato a tatuarmi da ubriaco per non sentire dolore. Ne ho fatti 15 a Madrid e altri 10 a Roma. In totale ne ho 33. Solo 8 da sobrio".


ROMA

"Grazie a Doni. Fece una videochiamata Skype con Totti che mi disse: 'Guarda che i Galacticos siamo noi'. Mi convinse subito. E poi Roma aveva già avuto tanti brasiliani importanti come Cafu, Aldair e Zago".


"Con Spalletti mi trovavo benissimo e giocavo tanto. Poi nel 2009 mi ruppi di nuovo il ginocchio e ricominciai a esagerare. Lì ho capito che soffrivo di depressione, anche se all’epoca non volevo ammetterlo. A Roma ho fatto il record: 70 birre e 15 caipirinhe in un solo giorno. Più due pacchetti di sigarette. Odiavo dormire, volevo solo fare festa a casa mia con amici".


"Una volta Rosella Sensi entrò furiosa nello spogliatoio dopo una sconfitta e disse che non avevamo carattere. Heinze voleva che Totti reagisse, ma Francesco gli disse: 'Ao, stai sereno, lo stipendio arriva lo stesso'. Heinze rispose: 'Tu non puoi fare il capitano'. Da quel momento l’argentino non vide più il campo".


RINATO IN BRASILE

"A 32 anni ho smesso di bere grazie a mia moglie Marry, che mi portò per la prima volta in chiesa a Roma. Quando sono tornato in Brasile nel 2012, ho fatto terapia e ho riscoperto il senso della vita. Ora sono felice, faccio il pastore evangelico. Credo molto in Dio, ti aiuta a purificarti dal male".


Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User