Cia: bene controlli su olio ma non basta per il settore

14 Luglio 2026 - 17:15
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Cia: bene controlli su olio ma non basta per il settore

Roma, 14 lug. (askanews) – Bene la campagna istituzionale di promozione e il rafforzamento dei controlli nel comparto oleario. Resta, tuttavia, necessario intensificare ulteriormente gli interventi, anche attraverso l’avviata interazione fra gli organismi preposti. Sono ancora troppe le situazioni opache che vanno contrastate con decisione. Due le direttrici principali: il potenziamento del metodo organolettico a tutela della qualità e la messa in campo di un’azione più incisiva contro le vendite sottocosto, che generano disparità e confusione, con l’olio che rimane prodotto civetta. È questa la posizione di Cia-Agricoltori Italiani nel corso della Cabina di Regia sui controlli e tavolo olio, riunitasi oggi al Masaf.

Per Cia l’olivicoltura italiana necessita di maggiore attenzione e strumenti concreti di sostegno. In particolare, occorre rafforzare i processi di aggregazione e consolidare il ruolo dell’Ocm; gli accordi di filiera devono essere seri, vincolanti e realmente funzionali alla tutela del sistema Italia. Destano ancora forte preoccupazione le attuali condizioni di mercato, caratterizzate da un’elevata disponibilità di prodotto in giacenza e da prezzi estremamente bassi, giudicati insostenibili.

L’olio Evo italiano stoccato attualmente nell’intera penisola è pari a 112mila tonnellate (a giugno 2025 erano 45mila), mentre il prezzo medio nazionale è di 5,77 euro/Kg, con valori registrati ancora più bassi. Un anno fa, 9,60 euro/kg. In questo scenario, l’organizzazione chiede il riconoscimento dello stato di crisi e solleva interrogativi sull’avvio della prossima campagna olearia, a fronte di consistenti quantitativi di olio ancora invenduto.

Tra le proposte operative avanzate, il vicepresidente Cia, Gennaro Sicolo, chiede un impegno concreto della grande distribuzione per la realizzazione di una campagna di promozione al consumo nel mese di settembre dedicata rigorosamente all’olio extravergine italiana. L’iniziativa deve essere accompagnata da un accordo di filiera con la produzione e da un sostegno istituzionale che preveda anche un marchio di riconoscibilità nazionale. Senza un intervento immediato per stimolare il mercato: il rischio è di una crisi profonda e strutturale per l’intero comparto olivicolo.

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