L’INTERVISTA | Michela Melone, da L’Aquila a Los Angeles: la ballerina italiana che conquista Hollywood con il progetto EGO [FOTO]

14 Luglio 2026 - 14:25
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L’INTERVISTA | Michela Melone, da L’Aquila a Los Angeles: la ballerina italiana che conquista Hollywood con il progetto EGO [FOTO]

Intervista a Michela Melone

Chi è Michela Melone e come è arrivata a Los Angeles?

Sono una ballerina professionista, coreografa e direttrice artistica della mia compagnia, Alma Moto Dance Company. Sono originaria de L’Aquila, in Abruzzo. Ho iniziato a studiare danza all’età di sei anni e, a dieci anni e mezzo, ho ottenuto il mio primo ingaggio professionale per uno spettacolo in Germania.

Successivamente ho continuato il mio percorso di formazione e ho lavorato con diverse compagnie italiane, fino alla decisione di trasferirmi negli Stati Uniti per approfondire gli studi di danza. Qui ho conseguito il Bachelor con lode, ricevendo anche il riconoscimento della National Honor Society of Dance Arts.

In seguito mi sono trasferita a Los Angeles, dove oggi collaboro con diverse compagnie e produzioni tra eventi dal vivo, spettacoli teatrali, produzioni televisive, videoclip musicali e, occasionalmente, attività di insegnamento anche fuori dalla città. Il mio percorso professionale si sviluppa tra la scena commerciale e la danza contemporanea.

Come descrivi il tuo percorso professionale?

Ho lavorato in campagne commerciali per brand come Jordan x Nike, Xbox, FIFA, Poshmark e ZTE, oltre a partecipare a videoclip di artisti come The Weeknd con Swedish House Mafia, Steve Aoki e Jade Thirlwall, e come performer in un progetto di David LaChapelle.

Collaboro inoltre con Diavolo Architecture in Motion e sono stata Rehearsal Director e Dance Captain per Viver Brasil Dance Company, nello spettacolo andato in scena al Disney California Adventure Park.

Non ho mai voluto scegliere tra il mondo commerciale e quello artistico: per me rappresentano due facce della stessa professione. Nel corso della mia vita ho studiato numerosi stili di danza. Mi è sempre stato detto che avrei dovuto concentrarmi su uno, al massimo due generi, ma paradossalmente proprio questa versatilità è diventata uno dei miei maggiori punti di forza, sia a Los Angeles sia nel panorama internazionale della danza.

Cosa significa per te essere italiana a Hollywood?

Significa portare con sé una storia culturale profondissima, che dona al proprio lavoro una ricchezza e una profondità particolari.

Negli Stati Uniti spesso viene valorizzata maggiormente la forma rispetto al significato. Io cerco invece di unire entrambe le filosofie: dare importanza al contenuto, senza rinunciare alla cura della forma e alla bellezza del movimento.

Credo che questo approccio, più stratificato e riflessivo, rappresenti uno degli aspetti più preziosi della mia identità italiana.

Cos’è EGO e perché hai scelto di portarlo a Los Angeles?

EGO è il mio primo spettacolo autoprodotto, un progetto nel quale ricopro un ruolo diverso rispetto al passato: non solo coreografa e performer, ma anche produttrice.

Lavorando a questo spettacolo ho riflettuto a lungo sul concetto di identità e sul rapporto con il proprio io, che spesso è molto più complesso e sfaccettato di quanto siamo abituati a pensare, soprattutto in relazione a come veniamo percepiti dagli altri.

Per questa produzione ho voluto esplorare concretamente le mie radici. Ho realizzato la parte multimediale dello spettacolo a L’Aquila, utilizzando alcuni scorci simbolici della mia città. È proprio lì che ho trovato alcune delle risposte che stavo cercando.

Portare EGO a Los Angeles è una scelta naturale, perché è qui che vivo e lavoro ogni giorno con la mia arte. È qui che desidero condividere un progetto così personale, portando con me le mie radici italiane.

5. Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Continuo a sviluppare Alma Moto Dance Company e desidero rafforzare sempre di più il legame artistico tra Los Angeles e l’Italia.

Sono alla ricerca di nuovi collaboratori e di teatri interessati a costruire questa connessione culturale, mentre proseguo nella programmazione della compagnia con l’obiettivo di renderla sempre più internazionale.

EGO è stato sviluppato anche in parte in Brasile e mi auguro che questo progetto possa aprire un dialogo autentico, fatto di domande importanti e di espressione attraverso diversi linguaggi artistici, tra danza, atletismo e cultura.

Vorrei che diventasse un’opportunità per dare vita a collaborazioni internazionali solide, portando l’Italia nel mondo, ma anche raccontando al mondo l’Italia vista dall’interno.

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Redazione Eventi e News

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