Cia: non chiudere legislatura senza approvare riforma legge caccia
Roma, 14 lug. (askanews) – “Questa deve essere la legislatura che riforma la legge 157/92. Gli agricoltori non possono più aspettare: la fauna selvatica non è più una questione marginale, ma un’emergenza nazionale che mette a rischio produzioni agricole, reddito delle imprese, sicurezza dei cittadini e presidio del territorio”. È questo il messaggio portato da Cia-Agricoltori Italiani in audizione davanti alla Commissione Agricoltura della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge in materia.
Per Cia, dopo oltre trent’anni, l’attuale normativa non è più in grado di rispondere ai profondi cambiamenti intervenuti sul piano agricolo, ambientale e faunistico. La riforma rappresenta quindi un passaggio non più rinviabile per costruire un sistema di gestione realmente efficace della fauna selvatica, che riconosca pari dignità alle esigenze ambientali e agli interessi produttivi, ascoltando chi ogni giorno vive e tutela il territorio.
Tra le priorità indicate dalla Confederazione, c’è innanzitutto la necessità di arrestare la proliferazione incontrollata degli ungulati, a partire dagli oltre 2 milioni di cinghiali presenti in Italia, responsabili di circa l’80% dei danni all’agricoltura e di centinaia di incidenti stradali ogni anno.
Altro punto centrale è quello degli indennizzi. Per Cia, occorre introdurre un sistema nazionale più semplice, uniforme ed efficiente, fondato sul principio della giusta compensazione. Deve essere chiaro che si tratta di un risarcimento e non di un aiuto, superando anche i limiti imposti dal regime de minimis. Allo stesso tempo, occorre prevedere risorse dedicate alle misure di prevenzione, finanziando interventi strutturali come recinzioni, dissuasori e piani di messa in sicurezza delle aree più esposte.
“La riforma va fatta adesso – ha evidenziato in audizione Gabriele Carenini del Comitato Esecutivo di Cia – Gli agricoltori convivono da troppo tempo con un’emergenza che non può più essere affrontata con strumenti vecchi. Ora servono scelte coraggiose e risposte concrete”.
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