Cina, il governatore della Banca centrale: La crescita più lenta dei prestiti è la nuova normalità
Il rallentamento della crescita dei prestiti in Cina sta diventando la “nuova normalità”, poiché la contrazione dei settori immobiliare e degli enti locali riduce la domanda di credito più velocemente di quanto le industrie emergenti riescano a colmare il vuoto. Lo ha dichiarato il governatore della Banca centrale (Pboc), Pan Gongsheng, in un articolo pubblicato oggi dalla rivista teorica di punta del Partito comunista cinese, “Qiushi”. Le dichiarazioni arrivano dopo che i dati hanno mostrato una ripresa dei nuovi prestiti bancari ad agosto rispetto alla contrazione record registrata a luglio, rimasta comunque inferiore alle attese degli analisti a causa della debole domanda di credito da parte di famiglie e imprese. Secondo Pan, una crescita del credito “più lenta ma di qualità superiore” è destinata a diventare una delle nuove caratteristiche dell’economia cinese. Il rallentamento riflette i cambiamenti strutturali in corso, con la contrazione dei prestiti destinati al settore immobiliare e ai veicoli di finanziamento degli enti locali, mentre le nuove industrie non sono ancora in grado di compensare pienamente il calo.
“Mantenere i precedenti ritmi di crescita complessiva del credito sarà difficile e non necessario”, ha affermato il governatore, sottolineando tuttavia che le condizioni di finanziamento restano relativamente accomodanti e che le esigenze effettive di prestito continuano a essere soddisfatte. Gran parte dei prestiti in essere in Cina, pari a oltre 280 mila miliardi di yuan (41.730 miliardi di dollari), è legata ai settori immobiliare e dei veicoli di finanziamento degli enti locali, entrambi in fase di ridimensionamento. Al contrario, industrie in rapida crescita come la manifattura high-tech e le tecnologie verdi, che hanno contribuito per oltre il 40 per cento alla crescita economica nel primo semestre, dipendono maggiormente da tecnologia, dati e proprietà intellettuale e quindi meno dal credito bancario. A tal proposito, la Banca centrale ha progressivamente ridimensionato il ruolo dei prestiti bancari come principale indicatore delle condizioni creditizie, evidenziando la crescente importanza delle emissioni obbligazionarie e di altri canali di finanziamento nel sistema finanziario nazionale.
Nel 2025, i prestiti hanno rappresentato il 45 per cento dell’aumento del finanziamento sociale totale, mentre obbligazioni e finanziamenti azionari hanno rappresentato complessivamente il 47 per cento, superando per la prima volta i prestiti. Pan ha infine sottolineato che una crescita più contenuta del finanziamento complessivo contribuirebbe a stabilizzare il livello di leva finanziaria dopo anni di rapido accumulo del debito. Un’espansione finanziaria eccessiva, ha avvertito, potrebbe invece alimentare la leva, intrappolare risorse in circuiti speculativi e ritardare l’uscita dal mercato delle imprese inefficienti e lo smaltimento della capacità produttiva in eccesso, penalizzando l’efficienza economica.
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