Cina, il lusso regge durante il Labor Day: retail a +36% nei top luxury mall

Maggio 11, 2026 - 11:33
0
https://www.pambianconews.com/wp-content/uploads/2026/05/getty-images-aE6V9JC0t5c-unsplash-scaled.jpg

Il Dragone torna a dare segnali di tenuta per il comparto del lusso, nonostante un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da consumi prudenti e da una fiducia dei consumatori lontana dai livelli pre-crisi. Durante i cinque giorni della festività del Labor Day, dal 1° al 5 maggio, il retail luxury cinese ha infatti mostrato una resilienza superiore rispetto all’andamento generale della spesa, confermando la capacità dei grandi marchi internazionali di continuare ad attrarre traffico e domanda nelle principali destinazioni commerciali del Paese.

Come riporta Wwd, citando i dati raccolti da Bernstein, il traffico registrato in 10 luxury mall situati tra Hong Kong, Shanghai, Pechino e Chengdu è risultato complessivamente superiore del 36% rispetto alla media osservata durante le principali festività del 2025, incluse il Capodanno cinese e la Golden Week. L’analisi ha preso in considerazione centri commerciali premium come K11 e Harbour City a Hong Kong, Ifc e Plaza 66 a Shanghai, Guomao, Skp e Skp-s a Pechino, oltre a Taikoo Li, Ifs e Skp a Chengdu.

Secondo quanto ricostruisce la testata americana, il traffico registrato durante il Labor Day è rimasto inferiore del 5% rispetto ai livelli osservati nel periodo del Capodanno cinese di metà febbraio, ma ha comunque evidenziato una performance più solida del previsto per diversi gruppi del lusso. In particolare, Bernstein ha segnalato risultati positivi per i marchi di Lvmh, Chanel e per il segmento hard luxury di Richemont.

Nel comparto soft luxury, Louis Vuitton, Chanel e Dior sono stati i marchi con il maggiore afflusso di clienti, con Louis Vuitton in testa grazie alle performance dei suoi megastore. Sul fronte gioielleria e orologeria, Richemont ha registrato un incremento del traffico soprattutto presso Cartier e Van Cleef & Arpels. Bernstein attribuisce questa dinamica a diversi fattori, tra cui il calo del prezzo dell’oro, il rinnovamento della gestione locale di Cartier, il lancio di nuove collezioni come ‘Love Unlimited’ e l’anticipazione da parte dei consumatori di possibili aumenti di prezzo previsti entro la fine di maggio.

Più debole invece la performance di Hermès, che secondo Bernstein continua a sottoperformare rispetto ai principali competitor. Gli analisti osservano inoltre come “l’esplosione creativa” attesa nel 2026 da parte di Chanel e Dior potrebbe sottrarre ulteriore attenzione al marchio francese. Positivo anche il traffico registrato da Burberry, mentre i brand del gruppo Kering hanno mostrato segnali di debolezza. Bernstein evidenzia infine “un significativo rallentamento” per Miu Miu.

A livello geografico, Shanghai si conferma il mercato più dinamico in termini di traffico retail, seguita da Hong Kong, Pechino e Chengdu.

Il quadro delineato da Bernstein si inserisce però in un contesto macroeconomico ancora fragile. Come riporta Reuters, citando i dati del Ministero della Cultura e del Turismo cinese, durante la festività del Labor Day sono stati effettuati 325 milioni di viaggi domestici, in crescita del 3,6% rispetto all’anno precedente. La spesa complessiva legata al turismo interno ha raggiunto 185,49 miliardi di yuan (circa 23,2 miliardi di euro), con un incremento del 2,9 per cento.

Nonostante l’aumento dei flussi, la spesa media per viaggio è però diminuita, passando da 574,1 yuan nel 2025 a 571 yuan nel 2026. Un dato che, secondo l’agenzia stampa, conferma come i consumatori cinesi continuino a mantenere un approccio orientato al value for money, in un contesto ancora segnato dalla crisi immobiliare e dalle pressioni deflazionistiche che interessano la seconda economia mondiale.

Reuters sottolinea inoltre come le vendite retail in Cina abbiano registrato a marzo una crescita dell’1,7%, in rallentamento rispetto al +2,8% del periodo gennaio-febbraio e sotto le aspettative degli analisti. “I viaggi continuano a crescere, così come le prenotazioni alberghiere e la spesa per il food”, ha dichiarato all’agenzia stampa Ben Cavender, managing director di China Market Research Group. “Detto questo, è evidente che i consumatori restano molto attenti al valore nelle loro scelte di spesa”.

In ultima battuta, anche altri indicatori mostrano una ripresa selettiva dei consumi. Secondo H World Group, gruppo alberghiero che opera oltre 12.700 hotel in Cina, durante il Labor Day il numero totale di room nights è aumentato del 13,6% su base annua. Parallelamente, il China Index Academy ha rilevato un incremento del 12,5% nelle vendite di nuove abitazioni in 26 città durante il periodo festivo, sostenuto anche dalle recenti misure di stimolo introdotte in città come Guangzhou, Shenzhen e Wuhan.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User