Cisl: “Lavoro e occupazione, in Liguria numeri stabili ma crescono i disoccupati”

Liguria. Nel primo trimestre 2026, in Liguria, l’occupazione resta stabile a 651mila unità rispetto all’anno precedente. Aumentano però i disoccupati, che passano da 34mila a 39mila, con il tasso di disoccupazione in crescita dal 5,2% al 5,8%. In forte calo il settore dei servizi (-12mila occupati, da 508mila a 496mila), con particolare sofferenza nel comparto commercio, alberghi e ristorazione, che scende da 144mila a 134mila addetti, soprattutto per la perdita di 13mila lavoratori dipendenti (da 103mila a 90mila) mentre crescono i lavori indipendenti che passano da 41mila a 44mila. In controtendenza l’industria, che sale a 146mila occupati rispetto ai 138mila del I trimestre 2025.
“I dati ISTAT ci consegnano una fotografia a chiaroscuro che richiede un’analisi lucida e priva di allarmismi, ma estremamente pragmatica. Se da un lato si evidenzia la resilienza del nostro tessuto sociale, dall’altro non possiamo chiudere gli occhi di fronte a un’anomalia tutta ligure. La nostra regione è infatti l’unica del Nord-Ovest a registrare un aumento dei disoccupati”, spiega Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria.
“Il dato che desta maggiore preoccupazione, e su cui intendiamo porre la massima attenzione, è il netto travaso negativo nel settore dei servizi. Questa contrazione si concentra quasi interamente nel comparto strategico di commercio, alberghi e ristorazione. E’ il sintomo visibile di due zavorre che stanno piegando il nostro turismo, a partire da una profonda crisi salariale. C’è una frammentazione del settore con salari non più adeguati al costo della vita e contratti troppo spesso precari o stagionali.
“Per questa ragione è importante il Patto per il lavoro nel Turismo, fortemente voluto dalle organizzazioni sindacali: anche in questa edizione sta cercando di garantire una maggiore stabilità e un lavoro di qualità con nuove assunzioni anche a tempo indeterminato. A questo si aggiungono le storiche difficoltà infrastrutturali che la Liguria continua a pagare in termini di isolamento e criticità logistiche. Cantieri, autostrade paralizzate e collegamenti complessi non solo scoraggiano i flussi turistici al di fuori dell’altissima stagione, ma pesano enormemente sulla gestione delle imprese e sulla vita dei lavoratori”, conclude.
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