Commerzbank respinge l’offerta di acquisizione da parte di UniCredit
La banca tedesca Commerzbank ha formalmente respinto l’offerta di acquisizione da parte della concorrente italiana UniCredit. I consigli di sorveglianza e di amministrazione di Commerzbank, attraverso una nota, hanno raccomandato agli azionisti di ”non accettare l’offerta di scambio di UniCredit” spigando che “non riflette il valore fondamentale di Commerzbank” ed è “vaga e comporta rischi considerevoli”.
Nell’autunno 2024, UniCredit ha iniziato ad accumulare una partecipazione rilevante nella seconda banca quotata tedesca, diventandone il principale azionista e aprendo uno dei casi più delicati di consolidamento bancario transfrontaliero in Europa. Nel marzo del 2025 la Banca centrale europea ha autorizzato UniCredit a salire fino al 29,9 per cento del capitale di Commerzbank, soglia immediatamente inferiore a quella che, secondo le regole tedesche, fa scattare l’obbligo di offerta pubblica. Nell’aprile 2025 è arrivato anche il via libera dell’Antitrust tedesco all’aumento della quota fino a poco meno del 30 per cento, rimuovendo un altro ostacolo regolatorio, ma restano forti le resistenze di Berlino, del management di Commerzbank e dei sindacati. Il governo tedesco considera Commerzbank un istituto strategico per il finanziamento dell’economia nazionale e detiene ancora una partecipazione significativa, pari a circa il 12 per cento. Lo scorso 16 marzo UniCredit ha annunciato un’offerta pubblica volontaria di scambio sulle azioni Commerzbank non ancora detenute, presentandola come uno strumento per superare la soglia tecnica del 30 per cento e favorire un confronto costruttivo, pur precisando di non attendersi necessariamente il controllo. Il successivo 5 maggio UniCredit ha pubblicato il documento d’offerta, proponendo 0,485 nuove azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, valore che al prezzo di chiusura UniCredit del 4 maggio corrispondeva a circa 31,07 euro per azione Commerzbank. La banca tedesca sostiene di poter creare più valore restando indipendente, anche attraverso il proprio piano strategico e nuovi obiettivi di redditività. Per l’amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel, invece, l’operazione resta un tassello della costruzione di un grande gruppo bancario paneuropeo, coerente con la spinta della Bce e di parte della Commissione europea verso il consolidamento del settore.
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