Como, Fabregas si riscopre architetto: "Ho disegnato io la palestra, ho messo una vetrata perché me l'ha detto Wenger. Perché ho fatto allargare il campo allo stadio"
L'allenatore spagnolo rivela in un'intervista alcuni dettagli curiosi sulla sua quotidianità
Nell'ambito dell'intervista concessa al Daily Telegraph, l'allenatore del Como Cesc Fabregas ha rivelato alcuni dettagli sul suo modo di gestire la squadra lariana a 360°. Un modo di essere manager a tutto tondo al quale in Italia ed in Serie A non siamo abituati, come si evince dalle frasi dello stesso tecnico spagnolo.
DECIDO TUTTO IO
“Qui prendo tutte le decisioni calcistiche. Il ds è ogni giorno al mio fianco e vediamo il calcio nello stesso modo. Per gli acquisti lavoriamo coi dati, abbiamo i nostri osservatori, ma poi deve essere qualcuno in cui credo, devono essere giocatori di cui sono convinto. Sono felice e fortunato ad avere un presidente che crede in me e mi lascia prendere decisioni calcistiche. Questo per me è fondamentale. La palestra l'ho disegnata io insieme agli architetti. Ho disegnato il vetro di fronte, una cosa imparata da Wenger. La palestra deve guardare il campo. L'edificio dove mangiamo”, dice Fabregas al Telegraph.
MAI LANCI LUNGHI
Altrettanto importanti le modifiche apportate al terreno di gioco dello stadio “Sinigaglia”: “Ho detto che avevamo bisogno di un campo più grande essendo una squadra che vuole il possesso. Quindi l'ho allargato. Per qualcuno è una cosa stupida, ma un metro può fare la differenza quando provi ad usare l'ampiezza. Alleno nel modo che sento. Amo il gioco, se dovessi allenare solo per il risultato non lo farei. Non potrei allenare con i lanci lunghi, serve credere in ciò che fai. Puoi vincere in ogni modo, basta convincere i giocatori che è il modo giusto. Ma io ho il mio credo”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)