Comunità energetiche al palo, le associazioni al Governo: ripristinare gli incentivi con la flessibilità Ue

10 Giugno 2026 - 15:12
0
Comunità energetiche al palo, le associazioni al Governo: ripristinare gli incentivi con la flessibilità Ue

La diffusione delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer), tanto a livello europeo – come documenta la Corte dei conti Ue – quanto nazionale, ha incontrato più difficoltà del previsto. Il recente report di Legambiente Energia Condivisa: costruire comunità per un futuro 100% rinnovabile fotografa un’evoluzione positiva, ma ancora frenata da ostacoli normativi e regolatori. Secondo i dati Gse aggiornati a dicembre 2025, in Italia le configurazioni di autoconsumo sono 1.561, in aumento di quasi il 40% rispetto a settembre. Le Comunità energetiche rinnovabili rappresentano la quota principale, con 904 realtà, 94.962 kW complessivi distribuiti su 1.429 impianti e 8.653 utenti coinvolti.

La distanza dagli obiettivi resta però ampia. A fronte dei 5 GW di potenza incentivabile da realizzare entro il 2027 previsti dal decreto Cer, a fine 2025 l’Italia risulta aver realizzato negli ultimi cinque anni appena 115 MW, pari a circa il 2,3% del target. Anche la discrepanza tra i dati disponibili – al Forum QualEnergia di dicembre si parlava di 1.127 comunità energetiche totali – mostra quanto sia ancora complesso circoscrivere con precisione il fenomeno.

Adesso però dalla Commissione Ue è arrivata un’apertura legata alla crisi energetica in corso per la guerra in Medio Oriente, col mondo ecologista che chiede al Governo Meloni di cogliere l’occasione. Nei giorni scorsi, l’Ue ha infatti dato il via libera all’introduzione di deroghe e flessibilità sui vincoli del Patto di stabilità per aiutare famiglie e imprese ad affrontare la crisi energetica. Nello specifico, la proposta prevede la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che rafforzino «la resilienza strutturale del sistema energetico» con «un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nell'arco dei 3 anni».

Per l'Italia, che è intenzionata a usufruire di questa soluzione di flessibilità fiscale, lo 0,3% vale circa 6,8 miliardi di euro e il tetto massimo arriva a quasi 14. Questi fondi dovranno essere impiegati specificamente in interventi che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico. Dunque non rientrano nella misura sussidi o aiuti a pioggia come quelli varati in questi mesi dal governo con il taglio delle accise. Ma potrebbero rientrarci le Cer, o almeno questo è l’auspicio di Coordinamento Free, Adiconsum, Aicarr, Aiel, Arse, AssoEge, AssoEsco, Ater, Distretto produttivo pugliese - La nuova energia, Ecofuturo, Federidroelettrica, Fire, Italia solare, Kyoto club e Legambiente: tutti chiedono il ripristino delle risorse necessarie a finanziare tutte le domande presentate entro i termini del bando Pnrr per le Cer (col taglio delle risorse avvenuto mentre il bando era ancora aperto).

«La misura “Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo” era stata inizialmente dotata di 2,2 miliardi di euro e dopo una fase iniziale di lenta partenza, dovuta – ricordano nel merito le associazioni – anche alle complessità burocratiche e alla limitazione ai Comuni sotto i 5.000 abitanti, l’estensione della platea ai Comuni fino a 50.000 abitanti ha consentito una forte crescita delle richieste. È bene ricordare che il 21 novembre 2025, con il bando in corso, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha annunciato una drastica riduzione delle risorse disponibili, portandole a soli 795,5 milioni di euro. Una decisione che, assunta a pochi giorni dalla chiusura del bando, ha lasciato prive di copertura finanziaria numerose domande presentate entro i termini previsti del 30 novembre 2026. I dati dimostrano che la misura, dopo i correttivi introdotti, stava funzionando meglio delle aspettative. Le richieste pervenute al Gse avevano già consentito di raggiungere gli obiettivi originariamente previsti dal Pnrr, confermando il forte interesse di cittadini, amministrazioni locali e imprese verso il modello delle comunità energetiche».

Oltre al problema delle risorse, le associazioni evidenziano oggi la questione di metodo, poiché migliaia di soggetti hanno investito tempo e risorse economiche per predisporre progetti, studi di fattibilità, pratiche autorizzative e percorsi partecipativi sulla base di regole che avrebbero dovuto rimanere valide fino alla scadenza del bando. Per questo, auspicano un intervento urgente del Governo volto a garantire piena copertura alle richieste ammissibili e a preservare la fiducia soprattutto dei cittadini nelle politiche pubbliche a sostegno della transizione energetica.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User