Concluso Marfest – Festival di Filosofia di Marigliano

7 Giugnoe 2026 - 21:39
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Concluso Marfest – Festival di Filosofia di Marigliano

Roma, 7 giu. (askanews) – Si è chiusa ieri l’VIII edizione del MARFFEST – Festival di Filosofia di Marigliano, trasformando per due fine settimana la città in un laboratorio vivente di pensiero e relazione. La cerimonia di chiusura si è tenuta nel Palazzo Ducale di Marigliano, uno scrigno storico che rischia paradossalmente di chiudere e finire nell’abbandono: nessun investimento, né comunale né regionale, sembra al momento in grado di restituirlo alla comunità come bene comune votato alla cultura. E proprio qui, tra affreschi che sbiadiscono e sale che attendono ancora un destino, la parola chiave “CONvivenze” ha trovato la sua cifra più intensa e drammatica, trasformando la riflessione teorica in pratica quotidiana di legame umano, quasi a supplire con la forza delle idee all’assenza di quelle in pietra.

Ogni giornata si è articolata in due sezioni complementari. “Le idee…” hanno visto lectio magistralis e dialoghi pubblici con relatori di caratura nazionale, dove il pubblico non ha solo ascoltato ma è stato chiamato a intervenire e discutere. “Le esperienze…” hanno tradotto il pensiero in azione: laboratori per bambini, adolescenti e adulti, passeggiate filosofiche, caffè dialoganti, concerti, performance artistiche e una cena conviviale. Perché la filosofia, è stato il filo rosso, non si ascolta soltanto: si fa camminando, mangiando, danzando e condividendo.

Il festival, promosso dall’associazione Oltremarigliano presieduta da Rosa Anna Quindici con la direzione scientifica del filosofo e drammaturgo Rosario Diana (primo ricercatore di filosofia all’Ispf-Cnr di Napoli), si è aperto con i saluti del presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi e si è chiuso con l’assessore alla Cultura della Regione Angelo Cutaia, che ha ribadito l’impegno a insistere su iniziative culturali di spessore. Tra gli ospiti, l’astrofisico Giovanni Covone (Federico II) introdotto da Luigi Allocca (Cnr), il filosofo Daniele Demarco (Cnr-Ismed), le scenografe Nera Prota e Rebecca Carlizzi, e la filosofa Donatella Di Cesare (La Sapienza) con la sua Grammatica del coabitare / Sulla pace possibile. Emozionante anche il dialogo tra Gianfranco Nappi e Gianluca Napolitano (Slow Food) su come la tavola diventi laboratorio di relazioni e resistenza alla frammentazione.

Non sono mancati i laboratori di origami, le passeggiate ragionate nei giardini storici, il Caffè filosofico al “Madre Storica” con la filologa Alessia Scognamiglio, il Simposio di Platone in una performance teatrale diretta da Christian Poggioni, e persino osservazioni astronomiche nel Boschetto di Palazzo Ducale: “sotto lo stesso cielo”, il titolo che ha accompagnato le serate. Il successo è stato nelle presenze, ma soprattutto nell’atmosfera. E mentre le istituzioni restano in attesa, il MARFFEST ha dimostrato che la convivenza non è un dato di partenza, ma un’opera d’arte collettiva da costruire insieme – anche, e forse soprattutto, quando i luoghi che la dovrebbero accogliere sono a rischio di smemoratezza.

[L’ultimo atto nel Palazzo Ducale, bene che rischia di chiudere|PN_20260607_00055|gn00 rg05|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260607_203752_0AE2E445.jpg|07/06/2026 20:37:59|Concluso Marfest – Festival di Filosofia di Marigliano|Cultura|Cultura, Campania]

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