Concorsi: l’esclusione automatica per chi non si presenta all’orale è illegittima

26 Maggio 2026 - 09:25
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lentepubblica.it

Il Tar di Roma  sezione IV-ter, con la sentenza 23 febbraio 2026, n. 3388 ha stabilito che l’amministrazione è obbligata a garantire il rinvio della prova orale se l’impedimento è grave e documentato.


Nessun bando e nessuna clausola possono contraddire questo principio, di fronte alla cosiddetta ‘causa di forza maggiore’. Ha infatti dichiarato illegittima la clausola contenuta in un bando di concorso che, in relazione alla prova orale, preveda: “l’assenza dalla sede di svolgimento della prova nella data e nell’ora stabilita, per qualsiasi causa, ancorché dovuta a forza maggiore comporta l’esclusione dal concorso. L’iter di selezione non può negare un rinvio motivato per nessune esigenza procedurale né motivazione. Il Collegio l’ha giudicata irragionevole, non proporzionata ed in contrasto con gli articoli 3 e 97 della Costituzione, nella misura in cui frappone un indebito ostacolo all’espletamento della prova orale del concorso.

La decisione dei giudici romani interviene con decisione scardinando una prassi spesso troppo rigida delle commissioni d’esame. In numerosi bandi di concorso è previsto che la mancata presentazione alla prova, per qualsiasi motivo, comporti l’esclusione definitiva dalla graduatoria. Secondo quanto deliberato dal tribunale amministrativo, questa impostazione è errata quando si scontra con situazioni di salute.

La motivazione definita ‘celerità amministrativa’ cioè la necessità di sbrigare velocemente le procedure di gara non può produrre il rigetto di una domanda di differimento motivato.  L’azione pubblica deve infatti essere sempre guidata dal ‘buon senso’ e discernere tra chi vuole semplicemente prendere tempo e chi è realmente impossibilitato a presentarsi per cause esterne. La regola organizzativa non può ledere i diritti fondamentali della persona, senza criteri distintivi.

Partecipare a un concorso pubblico non può voler dire recarsi ad una prova malati, pur di partecipare, mettendo a rischio la propria e l’altrui sicurezza sanitaria. La regola generale è ormai sancita dalla giustizia amministrativa: un candidato che si trova nell’impossibilità di sostenere la prova orale a causa di un impedimento sanitario grave e documentato ha il diritto di chiedere uno spostamento della data. Se un evento imprevedibile e non imputabile al concorrente blocca l’accesso all’esame, l’esclusione automatica è illegittima perché irragionevole.

La differenza tecnica tra la prova scritta e quella orale

Se l’assenza ai test scritti può effettivamente rappresentare un problema organizzativo serio e di equità tra candidati, la particolarità della prova orale risiede nella sua struttura flessibile. I test e gli elaborati scritti, richiedono la presenza di tutti i partecipanti nello stesso momento per garantire l’imparzialità e la segretezza delle domande.  In maniera dissimile, l’esame orale si svolge singolarmente. I candidati vengono sentiti in giorni diversi secondo un calendario che si sviluppa nell’arco di settimane o mesi. Questa caratteristica rende ingiustificato un divieto assoluto di spostamento delle date. Non c’è alcun rischio reale di alterare la parità di trattamento o di favorire qualcuno. . Negare la possibilità di un nuovo appuntamento significa ignorare che il calendario delle prove è, per sua natura, un elenco modificabile che deve adattarsi alle contingenze umane più serie.

L’obbligo di valutare le certificazioni mediche prodotte

Il Tar Roma sottolinea nella sentenza la necessità di un effettivo bilanciamento tra le esigenze della macchina pubblica e le situazioni personali dei singoli partecipanti alla selezione concorsuale facendo riferimento all’art. 100 c.p.c. Il partecipante colpito da un malore improvviso o da una patologia acuta deve ovviamente poter produrre una idonea documentazione attestante lo stato di indisponibilità.  In questo caso obbligare ad una presenza o decretarne l’esclusione automatica è una scelta priva di logica e come chiarito dal Tar illegittima e illegale. La discrezionalità amministrativa deve essere usata per adattare i tempi alle contingenze più gravi, a patto che queste siano documentate e imprevedibili. Un elemento fondamentale in questo processo è la certificazione medica. Se il candidato presenta documentazione completa che attesta la gravità della situazione sanitaria, la commissione ha il dovere di prenderli in esame seriamente.

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