Concorso Agenzia Entrate-Riscossione: assunzioni quasi raddoppiate

15 Luglio 2026 - 17:10
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lentepubblica.it

Concorso Agenzia Entrate-Riscossione, aumentano le assunzioni: i posti salgono da 470 a 809, cosa cambia per gli idonei.


Importante svolta per il concorso dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione dedicato al profilo di Addetto Riscossione. Con un nuovo provvedimento ufficiale pubblicato il 14 luglio 2026, l’ente ha disposto un significativo incremento delle assunzioni previste, portando il contingente complessivo da 470 a 809 posti a tempo indeterminato. La decisione rappresenta una delle più rilevanti espansioni occupazionali degli ultimi anni nel comparto della riscossione pubblica e apre nuove prospettive soprattutto per i candidati risultati idonei nella selezione già conclusa.

La novità non comporta l’indizione di un nuovo concorso, ma interessa direttamente gli elenchi degli idonei, dai quali l’Agenzia attingerà per coprire il fabbisogno aggiuntivo di personale. Contestualmente arriva anche una buona notizia sul piano economico: grazie al rinnovo del contratto collettivo nazionale, i futuri assunti non saranno più soggetti al precedente livello retributivo di inserimento, ma accederanno direttamente alla retribuzione piena prevista per l’inquadramento professionale.

Un piano di assunzioni molto più ampio rispetto a quello iniziale

L’incremento è stato formalizzato con l’avviso prot. n. 2026-ADERISC/5774185, firmato il 13 luglio 2026 dal Capo della Divisione Risorse dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il documento modifica la programmazione originaria della procedura selettiva bandita nell’estate del 2024, ampliando sensibilmente il numero dei posti disponibili.

La selezione era stata avviata con l’obiettivo di assumere 470 addetti alla riscossione a tempo indeterminato. Successivamente, una volta concluse le prove e pubblicati gli elenchi dei vincitori e degli idonei nel settembre 2025, l’ente aveva mantenuto la possibilità di utilizzare tali graduatorie qualora fossero emerse ulteriori necessità organizzative entro ventiquattro mesi.

Ed è proprio questo il presupposto che ha consentito l’attuale ampliamento. Nel corso della programmazione del fabbisogno di personale sono infatti emerse esigenze aggiuntive in numerosi territori italiani, rendendo necessario incrementare il numero complessivo delle assunzioni.

L’aumento riguarda 339 posti in più, che portano il totale delle future immissioni in servizio a 809 unità.

Perché l’Agenzia ha deciso di aumentare i posti disponibili

Dietro questa scelta non c’è una modifica improvvisa della procedura concorsuale, bensì una previsione già contenuta nel bando originario. L’articolo 7.3 dell’avviso di selezione consentiva infatti all’Agenzia di procedere allo scorrimento degli idonei qualora si fossero manifestate nuove esigenze di reclutamento per lo stesso profilo professionale.

Negli ultimi anni le amministrazioni pubbliche stanno affrontando una fase di profondo ricambio generazionale. Pensionamenti, nuove competenze richieste dalla digitalizzazione e rafforzamento delle strutture amministrative stanno determinando una crescita delle assunzioni in numerosi enti pubblici.

Anche l’Agenzia delle Entrate-Riscossione rientra in questo processo. La gestione delle attività di riscossione, il supporto ai contribuenti e il continuo aggiornamento dei servizi digitali richiedono infatti un organico adeguato alle nuove esigenze operative.

Proprio per questo motivo l’ente ha scelto di valorizzare la graduatoria già esistente, evitando di avviare una nuova procedura selettiva con tempi inevitabilmente più lunghi.

Le regioni che beneficiano del maggiore incremento

L’incremento delle assunzioni non interessa tutte le regioni nella stessa misura. Alcuni territori mantengono infatti il numero originario di posti, mentre altri registrano aumenti molto consistenti.

La Campania si conferma l’area con il fabbisogno più elevato: i posti passano da 105 a 204, con ben 99 nuove opportunità.

Segue il Lazio, che sale da 83 a 124 posti complessivi.

Molto significativo anche il rafforzamento previsto per:

  • Sicilia: da 41 a 86 posti;
  • Calabria: da 41 a 85 posti;
  • Puglia: da 24 a 61 posti;
  • Sardegna: da 22 a 46 posti.

Incrementi interessano inoltre Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Molise e Piemonte.

Restano invece invariati i contingenti destinati a Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Veneto, dove il numero inizialmente previsto è stato ritenuto sufficiente rispetto alle necessità organizzative dell’ente.

Come avverranno le nuove assunzioni

Uno degli aspetti più importanti chiariti dall’avviso riguarda le modalità con cui verranno coperti i nuovi posti disponibili.

Non sarà pubblicato un nuovo bando di concorso. L’Agenzia procederà infatti attraverso lo scorrimento degli elenchi degli idonei già approvati al termine della selezione conclusasi nel 2025.

Ciò significa che i candidati risultati idonei, ma non ancora assunti, potranno essere progressivamente chiamati in base alle esigenze dei diversi ambiti territoriali.

L’ente ha inoltre confermato che il prossimo scorrimento sarà avviato con un successivo avviso dedicato, che comprenderà già il nuovo contingente di 809 posti.

Qualora in alcune regioni non dovessero risultare disponibili candidati idonei in numero sufficiente, resta aperta la possibilità di predisporre un elenco unico nazionale, secondo quanto previsto dall’articolo 7.5 del bando originario.

Attenzione alla PEC: sarà il canale ufficiale per la convocazione

Un passaggio dell’avviso richiama l’attenzione dei candidati su un aspetto pratico ma decisivo.

Le comunicazioni relative all’eventuale proposta di assunzione saranno inviate esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). All’interno del messaggio saranno indicate tutte le informazioni necessarie per aderire all’offerta di lavoro oppure comunicare l’eventuale rinuncia.

L’Agenzia invita pertanto gli interessati a controllare con regolarità il proprio indirizzo PEC e a rispettare rigorosamente i termini che saranno indicati nelle comunicazioni ufficiali. Il mancato riscontro entro le scadenze previste potrebbe infatti produrre effetti sulla procedura assuntiva.

Le condizioni dell’assunzione non potranno essere modificate

L’avviso ricorda inoltre alcuni elementi già previsti dal bando ma particolarmente rilevanti per chi sarà destinatario della proposta di assunzione.

Le condizioni contrattuali comunicate dall’Agenzia, comprese la sede di servizio, la struttura di assegnazione e la decorrenza del rapporto di lavoro, rispondono alle esigenze organizzative dell’ente e non saranno oggetto di trattativa individuale.

Resta inoltre ferma la possibilità di esclusione qualora emergano dichiarazioni non veritiere rese durante la procedura concorsuale, anche dopo l’eventuale assunzione.

L’ente ha richiamato anche le disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 25 del 2025 sul reclutamento nelle pubbliche amministrazioni, evidenziando che, in presenza di particolari condanne penali o provvedimenti equiparati incompatibili con le funzioni da svolgere, potrà essere disposta l’esclusione dalla procedura.

Come avviene normalmente nelle assunzioni pubbliche, l’ingresso in servizio rimane inoltre subordinato all’accertamento dell’idoneità fisica alla mansione da parte del medico competente.

Novità anche sullo stipendio: abolito il livello retributivo di inserimento

Tra gli aspetti più favorevoli per i futuri assunti vi è quello relativo all’inquadramento economico.

L’Agenzia ha infatti ricordato che il 21 maggio 2026 è stato sottoscritto il rinnovo del contratto collettivo nazionale applicato al personale dell’ente.

Con tale accordo è stato abrogato l’articolo 41 del CCNL, che prevedeva un particolare livello retributivo destinato ai neoassunti nella fase iniziale del rapporto di lavoro.

Di conseguenza, i nuovi addetti alla riscossione saranno inquadrati direttamente nella 3ª Area, 1° Livello, percependo fin dall’assunzione la retribuzione piena prevista per quella posizione contrattuale.

Si tratta di una modifica che rende il profilo professionale ancora più interessante, eliminando il precedente periodo caratterizzato da un trattamento economico inferiore.

Una graduatoria che continua a produrre effetti

L’ampliamento dei posti disponibili conferma una tendenza ormai consolidata nel pubblico impiego: quando il bando lo consente, le amministrazioni preferiscono valorizzare le graduatorie già esistenti anziché indire nuove selezioni.

Questa soluzione consente di ridurre i tempi di reclutamento, contenere i costi amministrativi e rispondere più rapidamente alle necessità organizzative degli enti.

Per gli idonei del concorso Agenzia delle Entrate-Riscossione si tratta quindi di una notizia particolarmente favorevole. L’aumento da 470 a 809 assunzioni amplia infatti in modo significativo le possibilità di essere chiamati nei prossimi scorrimenti.

Adesso l’attenzione si sposta sulla pubblicazione del prossimo avviso operativo, che definirà l’effettiva attivazione dello scorrimento e l’invio delle comunicazioni ai candidati interessati.

Il testo del nuovo avviso

Qui il documento completo.

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