Divieto alcol ai minori, stretta dei sindaci: ordinanze in tutta Italia

11 Luglio 2026 - 11:15
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lentepubblica.it

Sempre più amministrazioni comunali stanno scegliendo di intervenire con ordinanze straordinarie per limitare la vendita e il consumo di bevande alcoliche nelle ore serali e notturne, e in modo particolare di vietarne la vendita ai minorenni.


L’estate porta con sé piazze affollate, locali aperti fino a tarda notte e un aumento della vita sociale nelle città e nelle località turistiche. È proprio in questo periodo, tuttavia, che riaffiora uno dei problemi più difficili da contenere: il consumo di alcol da parte dei più giovani.

Da Milano a Roma, passando per Napoli, Bari e numerosi centri balneari o montani, i sindaci stanno adottando provvedimenti che puntano a contenere gli effetti della cosiddetta movida selvaggia. L’obiettivo dichiarato è duplice: tutelare l’ordine pubblico e rendere più difficile l’accesso agli alcolici, soprattutto da parte dei minorenni.

Dietro queste misure, però, si nasconde una questione ben più ampia. L’Italia continua infatti a registrare dati preoccupanti sul consumo di alcol tra gli adolescenti, un fenomeno che rappresenta ormai una vera emergenza sanitaria e sociale.

Le ordinanze comunali si moltiplicano durante l’estate

Negli ultimi anni il ricorso alle cosiddette ordinanze antimovida è diventato una prassi consolidata. I provvedimenti cambiano da città a città, ma condividono la stessa finalità: limitare la vendita di bevande da asporto nelle fasce orarie considerate più critiche.

A Milano, ad esempio, dall’11 giugno al 2 novembre sono in vigore due ordinanze che regolano le attività commerciali in alcune aree della città. Le misure prevedono il divieto di vendita di bevande alcoliche da asporto dalle ore 22, mentre dalla mezzanotte viene vietata sia la vendita sia la somministrazione per l’asporto.

Anche Roma ha scelto una linea rigorosa. Fino all’11 ottobre un’ordinanza comunale impone, nelle serate comprese tra venerdì e domenica, la chiusura dalle 22 alle 5 dei negozi alimentari privi di spazi interni destinati alla consumazione. L’intento è ridurre gli acquisti di alcol destinati al consumo in strada.

A Napoli, invece, dal 1° giugno al 1° ottobre 2026 sono operative due ordinanze che vietano dalle 22:30 alle 6 la vendita e la somministrazione per asporto non soltanto delle bevande alcoliche, ma anche di quelle analcoliche, per limitare gli assembramenti nelle aree più frequentate.

Misure analoghe sono state introdotte anche a Bari, dove resteranno efficaci fino al 30 settembre, mentre numerosi piccoli Comuni turistici hanno adottato regolamenti temporanei per affrontare il notevole incremento di presenze durante la stagione estiva.

In alcune località del Nord Italia hanno persino trovato spazio le cosiddette ordinanze “anti-maranza”, strumenti pensati per contrastare episodi di degrado urbano, vandalismo e disturbo della quiete pubblica, fenomeni spesso associati al consumo incontrollato di alcolici.

Il divieto di vendita ai minori esiste già, ma il rispetto della legge resta una sfida

Va ricordato che il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni non nasce con queste ordinanze. Si tratta infatti di un obbligo previsto dalla normativa nazionale ormai da diversi anni.

La legge vieta la vendita e la somministrazione di alcolici ai minori, imponendo agli esercenti l’obbligo di verificare l’età dell’acquirente quando vi siano dubbi sulla sua maggiore età. Chi viola queste disposizioni rischia sanzioni economiche particolarmente elevate e, nei casi di reiterazione, anche la sospensione dell’attività commerciale.

Le ordinanze comunali, dunque, non sostituiscono la disciplina nazionale ma la rafforzano, intervenendo sugli orari di vendita e cercando di limitare le occasioni in cui i ragazzi riescono ad acquistare bevande alcoliche attraverso adulti compiacenti o esercizi commerciali poco attenti ai controlli.

I numeri raccontano una realtà ancora molto preoccupante

Se i sindaci continuano a intervenire con strumenti sempre più restrittivi è anche perché il fenomeno del consumo di alcol tra i giovani continua a destare forte preoccupazione.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT, sono oltre 800 mila i ragazzi tra gli 11 e i 17 anni che consumano bevande alcoliche. Una parte significativa di loro adotta modalità di consumo considerate rischiose per la salute.

Particolarmente allarmante è il fenomeno del binge drinking, ossia l’assunzione di numerose bevande alcoliche in un intervallo di tempo molto breve con l’obiettivo di raggiungere rapidamente uno stato di ebbrezza. Sempre secondo le rilevazioni statistiche nazionali, centinaia di migliaia di giovani dichiarano di aver praticato almeno un episodio di binge drinking nell’ultimo anno, con una prevalenza maggiore tra gli adolescenti più grandi.

Anche il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità sottolineano come il consumo precoce di alcol aumenti sensibilmente il rischio di sviluppare dipendenze nell’età adulta, oltre ad accrescere la probabilità di incidenti stradali, comportamenti violenti, traumi, ricoveri ospedalieri e problemi psicologici.

Un dato particolarmente significativo riguarda proprio l’età di avvicinamento all’alcol, che continua ad abbassarsi. Molti ragazzi sperimentano il primo consumo già durante la scuola secondaria di primo grado, spesso all’interno di contesti ricreativi o durante feste private.

Non basta vietare: servono controlli e prevenzione

Le limitazioni sugli orari di vendita rappresentano certamente uno strumento utile, ma difficilmente possono risolvere da sole il problema.

Gli esperti concordano nel ritenere indispensabile affiancare alle ordinanze una strategia più ampia fatta di controlli costanti, campagne informative nelle scuole, coinvolgimento delle famiglie e maggiore responsabilizzazione degli esercenti.

Le forze dell’ordine, soprattutto durante i fine settimana estivi, intensificano già le verifiche nei locali e nei punti vendita, controllando sia il rispetto degli orari sia l’eventuale vendita di alcolici ai minorenni. Tuttavia, il fenomeno resta difficile da contrastare perché spesso il consumo avviene in luoghi pubblici dopo acquisti effettuati da maggiorenni per conto dei ragazzi più giovani.

Anche il ruolo degli adulti assume quindi un’importanza decisiva. La prevenzione passa infatti non solo attraverso le sanzioni, ma anche tramite un cambiamento culturale che riduca la normalizzazione del consumo di alcol durante l’adolescenza.

Estate, turismo e sicurezza: un equilibrio sempre più difficile

Le amministrazioni locali si trovano ogni anno a dover conciliare esigenze spesso contrapposte. Da un lato vi è la necessità di sostenere il commercio, la ristorazione e il turismo, elementi fondamentali per molte economie locali. Dall’altro emerge l’obbligo di garantire sicurezza, vivibilità dei centri storici e tutela della salute pubblica.

Per questo motivo le ordinanze vengono generalmente adottate per un periodo limitato, coincidente con la stagione estiva, quando l’afflusso di persone aumenta sensibilmente e cresce anche il numero degli episodi di disturbo, schiamazzi e consumo di alcol negli spazi pubblici.

Resta però evidente come il problema non possa essere affrontato esclusivamente attraverso limitazioni temporanee. Il fenomeno dell’alcol tra i minorenni continua infatti a rappresentare una delle principali criticità evidenziate dagli operatori sanitari e dalle istituzioni.

Le ordinanze dei sindaci costituiscono un segnale forte e una risposta immediata alle esigenze dei territori. La vera sfida, però, resta quella di impedire che il primo contatto con l’alcol avvenga sempre più precocemente, trasformando un’abitudine apparentemente innocua in un rischio concreto per la salute delle nuove generazioni.

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