Consiglio Ue, l’Italia torna a chiedere flessibilità. Ma i “frugali” continuano a fare muro: Germania, Belgio e scandinavi contrari
Energia e bilancio europeo sono i dossier che hanno scaldato la prima giornata di lavori del Consiglio europeo. Il tema dell’impatto dei prezzi dell’energia è stato dibattuto tra i leader Ue, divisi sull’impostazione da dare alle soluzioni di breve periodo per offrire sollievo all’industria e alle famiglie europee dopo i rincari dovuti alla crisi di Hormuz e all’impatto dell’inflazione sui prezzi finali. Le preoccupazioni dei leader sono così evidenti che, rispetto al serrato programma della riunione odierna, si è reso necessario un ulteriore approfondimento nella tarda serata di ieri.
A sollevare il tema, in una lettera alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, era stata la premier italiana Giorgia Meloni, che aveva sottolineato come, quando in situazioni di emergenza un fattore esterno interviene gonfiando l’inflazione e i costi, secondo le regole del Patto di stabilità vi sia la possibilità per l’esecutivo europeo di considerare questi fattori come rilevanti e concedere un’ulteriore flessibilità di bilancio.
Molti leader europei avvertono l’urgenza di trovare soluzioni di breve termine per attenuare l’impatto dei prezzi. Nel dibattito entra anche il sistema di scambio delle emissioni di carbonio (Ets) e quei Paesi, tra cui l’Italia, che chiedono di sospenderlo per alleggerire i costi per le aziende energivore. Secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche, nelle conclusioni potrebbe entrare anche il tema dell’Ets2.
Non va meglio la discussione sul prossimo bilancio pluriennale, dove la polarizzazione tra Frugali e Amici della Coesione rischia di far svanire l’obiettivo di raggiungere un accordo entro la fine del 2026. Italia e Romania hanno riunito attorno al tavolo i Paesi della Coesione, giungendo a una dichiarazione congiunta che ruota attorno a quattro richieste: risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni; salvaguardia dei capitoli relativi a coesione e agricoltura, sia sul piano delle risorse sia su quello delle regole di finanziamento; contribuzioni eque da parte degli Stati membri; no agli sconti sui contributi nazionali.
Di contro ci sono i Frugali, ai quali non interessa arrivare a un accordo senza tagli sostanziali e che sono pronti a portare i negoziati al nuovo anno. Lo scriveva ieri sera il cancelliere austriaco Christian Stocker, che per stamattina ha indetto una riunione ristretta sul bilancio con Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Finlandia e Danimarca, ai quali si è aggiunto il Belgio. I “frugali” chiedono un bilancio più attento ai conti e con tagli sostanziali rispetto alla proposta della Commissioni.
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