Ucraina, il Papa telefona a Putin per salvare i civili a Oleshky: “Serve una tregua”
Papa Leone XIV e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto questo pomeriggio una conversazione telefonica sulla grave situazione umanitaria in Ucraina, con particolare riferimento alla città di Oleshky, nella regione di Kherson, dove si trovano circa 2.000 civili.
A prendere l’iniziativa della chiamata è stato il Pontefice, con l’obiettivo di chiedere un intervento a favore della popolazione. Nel corso del colloquio, Leone XIV ha espresso “viva preoccupazione” per le condizioni dei residenti, chiedendo una tregua che consenta l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura di chi deve lasciare la città. Il Papa ha inoltre ribadito “l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace”, secondo quanto riferito dalla Sala stampa vaticana.
A spiegare le ragioni della telefonata è stato il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. “È stato il Santo Padre che ha preso l’iniziativa” della telefonata al presidente russo Putin, “per perorare la causa di questa città assediata nella quale si trovano circa 2.000 civili che hanno bisogno di canali per l’uscita, di canali umanitari. Il Papa credo ha chiesto che ci sia una tregua per permettere sia l’arrivo di aiuti umanitari, soprattutto cibo, sia anche l’evacuazione di coloro che devono uscire dalla città”, ha dichiarato Parolin.
“Spero – ha aggiunto il cardinale – che di fronte a una richiesta del Santo Padre, il presidente Putin, come dire, accetti di mettere in atto quello che gli è stato chiesto”.
La versione del Cremlino
Nel resoconto della conversazione, il Cremlino ha fornito la propria ricostruzione della crisi a Oleshky. Putin, secondo quanto riferito dall’agenzia Interfax, avrebbe illustrato al Papa “spiegazioni complete circa la responsabilità del regime di Kiev per la difficile situazione umanitaria” nella città ucraina.
Il presidente russo ha comunque assicurato il proprio sostegno all'”intenzione del Vaticano di aiutare a creare condizioni per assicurare la sicurezza della popolazione della città e organizzare le forniture vitali”. Putin e Leone XIV hanno quindi “convenuto di interagire a questo riguardo”.
Nel comunicato russo sono state sottolineate anche le parole del leader del Cremlino sull’importanza della cooperazione tra Russia e Santa Sede nella promozione di “valori spirituali e morali unificanti” e nella protezione dei cristiani e dei luoghi di culto cristiani in diverse regioni del mondo, come riportato dall’agenzia Ria Novosti.
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