Inter, Chivu fa mea culpa dopo il Bruges: come farà la squadra senza Lautaro e la risposta su Provedel
Rialzarsi dopo una sconfitta per 4-3 in casa in Champions League non deve essere un lavoro facile, ma l’Inter sarà costretta a farlo. I nerazzurri si preparano infatti a sfidare il Bologna, match in programma sabato 17 ottobre alle 18:00, e non potranno permettersi di sbagliare ancora. Dovranno vincere per la classifica di Serie A, certo, ma anche e soprattutto per un fattore psicologico. A parlarne in conferenza stampa alla vigilia della sfida è stato proprio Cristian Chivu: “Accettiamo le nostre responsabilità. Magari in qualche momento negli ultimi 30 minuti qualcosa non ha funzionato, ma non dobbiamo perdere di vista quanto di buono abbiamo fatto fino al gol del 2-1. Abbiamo avuto energia, creato tanto, abbiamo avuto due grandi occasioni con Lautaro e Dimarco ma poi è crollato il castello quando abbiamo subito il secondo gol. Ora dobbiamo reagire e ritrovare energia il prima possibile. Nessuno ci aspetta, non dobbiamo piangerci addosso ma reagire“.
- Chivu il primo responsabile ma niente drammi
- I problemi dell'Inter: "Mi devo spiegare meglio"
- L'infortunio di Lautaro, il dualismo in porta e il Bologna di Palladino
Chivu il primo responsabile ma niente drammi
“Lo switch deve ripartire da me perché sono il primo responsabile – ha ammesso l’allenatore dell’Inter -. Dobbiamo trovare un pensiero comune e prenderci tutti delle responsabilità. Ho a che a fare con un gruppo di giocatori meravigliosi, dobbiamo solo trovare un po’ di unità. Dobbiamo riconnetterci, senza farci abbattere dalle avversità che capitano durante la gara”.
I nerazzurri sembrano infatti essersi totalmente disuniti nel finale di partita, concedendo alcuni gol pesantissimi, da matita rossa. Chivu però non vuole che nell’ambiente ci sia troppo allarmismo: “Non dobbiamo fare drammi. Ovviamente ci fa male perché le aspettative erano alte perché, con tutto il rispetto per l’avversario dell’altra sera, ce la potevamo fare. Abbiamo subito le avversità, perso le certezze, siamo stati confusi, abbiamo reagito di pancia e d’orgoglio. Ma siamo consapevoli della nostra forza. Lo prendiamo come un episodio, anche se questo tipo di sconfitta crea tanto rumore“.
I problemi dell’Inter: “Mi devo spiegare meglio”
Con grande umiltà, Chivu si è subito assunto la colpa per quanto visto a San Siro contro il Bruges. Secondo l’allenatore nerazzurro, infatti, sta a lui spiegarsi meglio e far capire ai giocatori le sue idee di gioco: “Non posso stravolgere troppo ma devo organizzare meglio, trovare la motivazione giusta. C’è solo da migliore nei piccoli dettagli, che però faranno la differenza. Non è tutto da buttare. Devo spiegare meglio alcune cose ma prendere anche l’entusiasmo che ci mettono. Dobbiamo migliorare la corsa e l’unità, l’energia e la comunicazione”.
L’infortunio di Lautaro, il dualismo in porta e il Bologna di Palladino
In una situazione già complicata, l’Inter dovrà anche fare a meno di Lautaro Martinez, fermato da un problema muscolare: “Non sono medico, mi è stato detto che i tempi sono quelli. Probabilmente rientrerà dopo la sosta“. L’argentino non è soltanto uno dei migliori attaccanti della Serie A, ma anche il capitano e leader della squadra. Senza di lui i nerazzurri rischiano di perdere ancora più certezze: “Non dobbiamo chiedere gli straordinari agli altri, dobbiamo fare quello che abbiamo sempre fatto con o senza di lui. Dobbiamo migliorare le nostre ambizioni”.
Poi sui troppi gol subiti: “Noi manteniamo i principi. Quando non si ha la palla il pensiero deve essere comune, tutti e 11 i giocatori devono essere sulla stessa linea. Martinez o Provedel? Provedel ha la mia stima, ci darà una mano importante in questa stagione“. In chiusura l’allenatore nerazzurro ha parlato del Bologna di Palladino: “È lì da un mese, ha cambiato modulo e dato un’identità alla squadra. È una squadra organizzata, verticale, che ha corsa, gamba. Se non vinci i duelli e non corri, contro di loro puoi andare in difficoltà“.
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