Consiglio Ue, Meloni ottimista: “Italia determinata sul tema dell’energia, passi avanti con von der Leyen sul tema della flessibilità”
Dal caro energia agli Ets, passando per la flessibilità: il bilancio di Giorgia Meloni al termine del Consiglio Ue
La trattativa è stata lunga ma costruttiva e ha portato a una soluzione che permetterà di intervenire sul meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità e sull’impatto del costo del gas sulle tariffe. A sottolinearlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un punto stampa al termine del Consiglio europeo. “È molto importante perché questo ci consente di intervenire sulla generazione del prezzo dell’elettricità e sull’impatto che il costo del gas ha sul prezzo dell’elettricità e quindi, soprattutto in questi giorni, ci consente sostanzialmente di intervenire per abbassare le bollette”, ha dichiarato.
La premier ha rivendicato anche la posizione sostenuta dall’Italia sul tema dell’energia, sottolineando che le richieste di Roma sono condivise da altri Paesi europei. “L’Italia è stata sul tema dell’energia molto determinata e non è sola, ci sono diversi altri Paesi che condividono le nostre stesse posizioni, che condividono il fatto che una certa rigidità nell’utilizzo di alcuni strumenti finisce per peggiorare la situazione”, ha affermato Meloni. E ancora: “Sono contenta del fatto che nelle conclusioni del Consiglio europeo entrino diverse questioni che avevamo posto nelle scorse settimane anche relativamente al documento scritto insieme alla Repubblica Ceca relativamente alla questione degli ETS, c’è il riferimento alla Reserve Stability Market, c’è il riferimento agli ETS2, alla necessità di valutare tempistica e salvaguardie per quello che riguarda gli ETS2, c’è il riferimento alla revisione dell’ETS che è particolarmente urgente”, ha aggiunto.
Correggere norme quando creano effetti
“Ai leader degli Stati membri ho provato a spiegare anche con degli ausili grafici come alcune scelte da un certo anno in poi hanno fatto lievitare i costi dell’energia per le nostre imprese e come questo ha comportato un pezzo di deindustrializzazione in Europa“, ha dichiarato la presidente del Consiglio sottolineando come alcune produzioni industriali europee siano state progressivamente sostituite da importazioni provenienti da Paesi che non rispettano gli stessi standard ambientali. “Si tratta di industrie che producevano prodotti che noi oggi importiamo da nazioni che non hanno i nostri stessi standard ambientali. Quando le regole producono delle distorsioni, quelle regole vanno corrette”, ha aggiunto.
La presidente del Consiglio ha infine rivendicato i progressi compiuti dall’Italia su questo fronte: “Il lavoro che l’Italia cerca di fare dall’inizio. Anche su questo mi pare che stiamo facendo passi in avanti”.
La flessibilità
Sulla flessibilità, la presidente del Consiglio ha riferito di aver affrontato la questione con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a margine del Consiglio: “Sono ottimista perché ho parlato con la presidente von der Leyen sulle richieste che l’Italia ha fatto in materia di maggiore flessibilità per affrontare una situazione complessa che chiaramente tutti gli Stati membri stanno affrontando. Mi pare che si stiano facendo dei significativi progressi e che ci siano i margini per avere maggiore flessibilità stando nelle attuali regole anche con riferimento a quello che riguarda gli investimenti sull’energia”, ha concluso.
Il tema migrazione
Nel corso del Consiglio europeo, Giorgia Meloni ha affrontato il tema della gestione dei flussi migratori, sottolineando la necessità di strumenti che consentano agli Stati membri di intervenire tempestivamente in caso di emergenza. “Abbiamo discusso di migrazione. È l’inizio di un dibattito che si concluderà nel prossimo Consiglio europeo, ma mi pare molto importante l’annuncio da parte della Commissione europea di nuove misure e di una valutazione insieme agli Stati membri per capire come si possa mettere in campo una cornice di misure capaci di consentire agli Stati membri di dare risposte immediate nel caso di crisi”, ha dichiarato la presidente del Consiglio al termine dei lavori.
Meloni ha richiamato anche quanto accaduto a Ceuta all’inizio di agosto, indicandolo come esempio di uno scenario che richiede strumenti di intervento straordinari. “Abbiamo posto il problema mesi fa e l’abbiamo fatto con uno dei nostri disegni di legge sulla sicurezza”, ha aggiunto. Sul fronte dei rapporti con la Spagna, la premier ha spiegato che sono in corso interlocuzioni per individuare una soluzione dopo la proroga di sette giorni della sospensione dell’accordo di Schengen tra i due Paesi: “Con la Spagna stiamo andando verso un altro tipo di soluzione, ma sicuramente continuando il nostro monitoraggio per chiaramente garantire il funzionamento da una parte di Schengen ovviamente, ma dall’altra anche garantire la difesa dei confini della nostra nazione”.
La dichiarazione arriva dopo l’annuncio, in mattinata, della collaborazione tra i ministri dell’Interno dei due Paesi per individuare una soluzione comune. L’obiettivo, ha ribadito la presidente del Consiglio, è conciliare il corretto funzionamento dello spazio Schengen con la tutela dei confini nazionali.
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