Conte: "Senza pandemia non rifarei il Superbonus. Io premier? Se non lo sarò non mi serviranno altri incarichi"

23 Giugno 2026 - 16:02
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"Oggi se vincessi le elezioni non rifarei il Superbonus". Ad ammetterlo è Giuseppe Conte. Il presidente del Movimento 5 stelle sembra quasi fare marcia indietro: "Il Superbonus è stato un progetto lanciato in un periodo di piena pandemia. Oggi non c'è una pandemia, non ci sarebbe ragione e sarebbe folle dover far ripartire l'Italia con una spinta così eccezionale come è stato il Superbonus". L'occasione per una tale confessione è un'intervista a Maurizio Belpietro all'evento "Il giorno de La Verità". E toccando il tema del 110 per cento sembra accarezzare l'idea di un complotto: "Se e quando torneremo al governo, e spero accada molto presto, chiederò ai tecnici del Mef, che sanno far di conto, di calcolare il ritorno del Superbonus, perché nessuno lo ha mai fatto e ora le volontà politiche di Meloni lo stanno tenendo dentro a un cassetto". Anche se, a dire il vero, i tecnici del Mef i conti li hanno fatti eccome, e non dicono quello che sostiene da anni l'ex premier.

Ma la possibilità che torni al governo è vincolata alla vittoria delle prossime elezioni. E per le opposizioni saranno mesi molto intensi,  sia per la costruzione dell'alleanza, sia per la leadership. Voci parlano di una possibile trattativa in corso per spingere Conte a rinunciare alla corsa per la presidenza del Consiglio in cambio della presidenza del Senato, con vista al Quirinale. Uno scenario che il leader del Movimento respinge: "Assolutamente no", dice con gli occhi puntati a Palazzo Chigi. E aggiunge: "Voglio contribuire e non mi accontento. Se non fossi io il premier non ho bisogno di posizioni prestigiose, come il presidente della Camera o del Senato. Conte non deve essere accontentato".

Il tema delle primarie è intricato. E le primarie stesse, come soluzione alla leadership, "restano sul tavolo", ma "non sono l'unica soluzione per designare la leadership", dice Conte. C'è la soluzione che hanno utilizzato, spiega, nelle regioni: "Quando abbiamo corso insieme abbiamo valutato sempre insieme il candidato più competitivo analizzando i vari profili". E guarda caso in quelle regioni i candidati sono stati poi quelli del Movimento, come accaduto in Campania con Roberto Fico. 

Polemica a distanza Conte-Renzi

Ma il tema della leadership resta subordinato al resto, e a un'alleanza che è ancora tutta da costruire. La foto a quattro, Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni ha creato il panico a sinistra e al centro. E ora ci sono fuochi incrociati e accuse di veti. Conte ribadisce quanto già detto: "Quello non è stato il primo incontro tra noi quattro, anzi, semmai l'ultimo". E spiega che la presenza o l'assenza di Renzi dentro all'alleanza è una "domanda che mi fanno tre volte al giorno". Quella foto, dice il presidente dei 5s, "l'abbiamo pubblicizzata per farvi parlare", ma ora "si deve parlare del programma". Renzi in o Renzi out?Conte non riesce a rispondere in modo secco: "Non è una decisione che dobbiamo prendere ora. Dopo che sarà scritto il progetto sarà il tempo di decidere chi coinvolgere, valutando ovviamente tutte le condizioni che si presenteranno". E solo dopo ancora, chiuse queste discussioni, "sarà il tempo di una leadership".

Sull'argomento, a distanza, ha risposto il diretto interessato: Matteo Renzi. Ospite all'Aria che tira, è tornato sull'argomento. "Io ho molta ammirazione per chi è riuscito nel capolavoro di riportare le divisioni nel centrosinistra, mentre il centrosinistra era unito e il centrodestra si spaccava. So che c’è chi a sinistra vuole fare l’opposizione a me, facciano pure", dice il leader di Italia Viva. E nomina il presidente dei 5 stelle: "Se Conte vuole parlare del passato, visto che dobbiamo fare la gara a chi è più di sinistra, e vuole spiegarci perché ha portato Matteo Salvini al ministero dell’Interno ben venga". E ancora: "Io preferirei parlare del futuro piuttosto che litigare tra di noi".

Renzi è molto duro. "Io devo portare nel centrosinistra i voti di chi detesta Conte, ma per vincere servono tutti. Alla sinistra dico: volete riconsegnare il paese per dieci anni a Meloni? Fate pure, io non sarò complice. Se qualcuno preferisce mettere i veti anziché prendere i voti, si spara sui piedi". Il monito serve a compattare. E a evitare una sua corsa in solitaria. Nell'intervista alla Verita è lo stesso Conte a specificare che la foto "non è una foto ad escludendum". 

Ucraina, patrimoniale e Covid: "Non vi azzardate..."

Il presidentea a 5 stelle trova spazio anche per parlare di patrimoniale e Ucraina. Sulla tassa ai super ricchi, dice, che è "una narrazione molto facile". Ma spiega: "Non funziona e non ha mai funzionato da nessuna parte, l'ho capito durante la mia esperienza di governo". Poi specifica: "Certo la tassazione deve diventare sempre più progressiva e riguardare la finanza speculativa". Mentre sul gas russo: "Oggi secondo me non è accettabile comprare gas dalla Russia se non un secondo dopo che abbiamo sottoscritto un accordo di pace". E poi c'è il Covid e la Commissione d'inchiesta presieduta da Marco Lisei di FdI. Sull'argomento risuona una frase più delle altre: "Non vi dovete azzardare di associare il mio nome neppure ad una ipotesi illecita, che finora non è stata dimostrata", riguardo al periodo della pandemia

Meloni-Trump e la politica estera

L'apertura dell'intervista però è stata dedicata alla notizia del giorno: l'audio della telefonata tra La7 e Donald Trump che ha creato un grande squarcio diplomatico proprio tra il Tycoon e la premier Meloni. "Siamo in questa situazione – ha detto Conte – perché c'è un problema di politica estera che non si è voluto vedere. La presidente del Consiglio confondeva la politica estera con l'affinità ideologica, per cui pensi che sposando l'ideologia Maga ti dia un salvacondotto".

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