Copagri: su olivicoltura italiana una tempesta perfetta
Roma, 16 ott. (askanews) – “L’olivicoltura italiana sta subendo gli effetti di una tempesta perfetta che minaccia di spazzare via intere economie territoriali e comparti produttivi d’eccellenza; un fortunale che vede i produttori agricoli schiacciati da costi di produzione più che raddoppiati, trainati dagli incrementi di energia, carburanti e fertilizzanti, e da quotazioni all’origine che per le olive e l’olio extravergine hanno subito un tracollo superiore al 50% su base annua”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista, dando conto di quanto emerso durante una riunione della Consulta olivicola della Confederazione.
“A rendere lo scenario ancora più allarmante è il contesto geopolitico e commerciale internazionale, che vede la Spagna proiettata verso una produzione stimata di 1,6 milioni di tonnellate e la Tunisia che sta conquistando importanti fette del mercato statunitense”, aggiunge il presidente, ad avviso del quale “se i produttori olivicoli dovessero effettivamente fermarsi, l’Italia rischierebbe un danno irreversibile, ovvero vedere le produzioni straniere soppiantare e occupare le quote di mercato nazionali, andando in tal modo a cancellare la presenza dell’extravergine 100% italiano da mercati chiave come Europa e Stati Uniti”.
“Poiché è impensabile bloccare la produzione, ma anche continuare a lavorare senza poter neppure coprire i costi di produzione, bisogna intervenire rapidamente per invertire questo pericolosissimo trend”, continua Battista, secondo cui “di fronte a questa gravissima emergenza, non è più rinviabile la messa in campo di ulteriori interventi urgenti e indifferibili che valorizzino la qualità della produzione nazionale”.
“L’orientamento emerso dalla Consulta olivicola della Copagri è quello di continuare a puntare sugli accordi di filiera e sulle intese commerciali con il canale Horeca e con la GDO, con il principale obiettivo di promuovere e tutelare l’olio extravergine d’oliva 100% italiano garantendo un prezzo minimo che copra i reali costi di produzione”, spiega il presidente, invitando la politica a ragionare anche sul ricorso ai Patti d’area, strumenti che grazie al coinvolgimento degli enti pubblici, delle parti sociali e di eventuali soggetti privati potrebbero rilanciare l’economia delle filiere e favorire lo sviluppo locale.
“Sotto altro profilo, e in vista del nuovo confronto con ABI previsto la prossima settimana, bisogna accelerare il ragionamento sul credito a disposizione delle imprese olivicole, valutando la messa in campo di tutti gli interventi che possano garantire liquidità agli olivicoltori e ai frantoiani, sulla falsa riga di quanto avvenuto, ad esempio, con la cambiale per i frantoi oleari”, conclude Battista, chiedendo inoltre “un intervento per favorire la rinegoziazione o la sospensione dei mutui e dei debiti d’impresa”.
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