CorSera - Milan, niente ritorno al passato: no di Cardinale a Galliani e Maldini

26 Maggio 2026 - 10:00
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La rivoluzione imposta da Gerry Cardinale per far ripartire il Milan non ripartirà dalle vecchie bandiere e dai nomi invocati dai tifosi.

La mannaia è stata calata da Gerry Cardinale sul Milan. Il numero uno del fondo RedBird Capitals ha di fatto decapitato i vertici decisionali del club rossonero che in un colpo solo ha perso amministratore delegato, direttore sportivo, direttore tecnico e allenatore/manager. Sono rimasti soltanto Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli, entrambi consulenti dell'imprenditore statunitense e non veri e propri dirigenti societari.


Come riportato dal Corriere della Sera Cardinale è rimasto colpito da come l'ex-centravanti sia rimasto davvero colpito dal flop Champions, dal "fallimento inequivocabile" che ha portato al cambiamento e starà a lui far ripartire la macchina organizzativa rossonera partendo con la scelta del nuovo allenatore. E in dirigenza? Il casting è partito, ma non guarderà al passato.


GALLIANI E MALDINI

I tifosi da tempo invocano a gran voce due nomi e due possibili ritorni: Adriano Galliani e Paolo Maldini .


Cardinale ha incontrato negli ultimi mesi lo storico ex-amministratore delegato del club rossonero con la gestione Berlusconi e oggi libero dopo l'addio al Monza coinciso con il cambio di proprietà e con l'arrivo di un fondo americano a Monzello.


L'incontro non c'è invece stato con l'ex-terzino, ex-direttore tecnico e bandiera rossonera che, invece, è stato "pizzicato" dai media turchi a colloqui con i vertici del Fenerbahce.

NO AD UN "RITORNO AL PASSATO"

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Cardinale ha di fatto posto il veto ad un ritorno al passato con il no ad un ruolo apicale per Galliani e ad uno operativo per Paolo Maldini ritenuto sì un grandissimo campione meritevole di rispetto, ma non un dirigente che, nella visione della proprietà, è in grado di "fare squadra".


In casa RedBird è chiaro che queste scelte accontenterebbero facilmente la pancia dei tifosi che continuano ad essere in aperta contestazione con le scelte portate avanti finora. Eppure c'è la forte volontà di ripartire con qualcosa di diverso, che renda il Milan un club "modello" per rivoluzionare l'antichità del calcio italiano.

SUBITO L'ALLENATORE

Un'indicazione che dovrà riflettersi anche sulle prossime scelte di campo a partire dall'allenatore. No ad un altro "risultatista" in panchina, bensì un tecnico "alla Fabregas" che sappia lavorare coi giovani e imporre un gioco brillante, divertente, ma anche vincente. Xavi, Iraola e Thiago Motta come alternativa sono i nomi in rampa di lancio.




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