Cosenza, braccianti uccisi: ci sono due fermi
Svolta nelle indagini sulla strage di Amendolara, in provincia di Cosenza, dove quattro braccianti pakistani sono rimasti carbonizzati all’interno di un minivan in fiamme. Le autorità hanno fermato due persone con l’accusa di omicidio plurimo, ritenendole responsabili dell’eccidio avvenuto presso una stazione di servizio sulla statale 106.
La svolta dalle telecamere di videosorveglianza
A incastrare i presunti responsabili è stato un video registrato dalle telecamere di sorveglianza dell’area di servizio, documento che gli inquirenti hanno scandagliato in profondità. Il filmato mostra quella che è stata definita una vera e propria “trappola di fuoco”: nelle immagini si vedono due individui dare fuoco al veicolo e, successivamente, premere con forza sulle portiere per assicurarsi che i migranti chiusi all’interno non potessero scappare e mettersi in salvo.
La tragedia si è consumata ieri, tra le 12:30 e le 13:00, a ridosso delle colonnine del carburante. Mentre una densa colonna di fumo nero si alzava dal mezzo con i quattro braccianti arsi vivi al suo interno, i due assalitori si sono dati alla fuga. Grazie alla rapidità delle indagini e all’analisi dei filmati, la polizia è riuscita a individuare e rintracciare i due sospettati già nella serata di ieri.
Occhiuto: “Calabria sconvolta da dramma 4 pakistani uccisi”
“Oggi l’Italia celebra una delle ricorrenze più importanti, la festa della Repubblica. Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, gli italiani scelsero il proprio futuro, dando vita alla Repubblica e ponendo le basi di un Paese fondato sulla libertà, sulla partecipazione, sull’unità nazionale e sul rispetto delle istituzioni democratiche. È una giornata di festa, di orgoglio e di riconoscenza verso quanti, in questi ottant’anni, hanno contribuito a costruire un’Italia più forte, più moderna e più giusta. Ma oggi, in Calabria, accanto al sentimento di festa, c’è anche un profondo dolore. Siamo tutti rimasti sconvolti dalla tragica vicenda dei quattro braccianti pakistani uccisi e bruciali vicino ad Amendolara, nel cosentino”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. “Una storia agghiacciante, che scuote le nostre coscienze e che ci pone interrogativi profondi sul dramma delle migrazioni, sul valore della dignità umana e sulle responsabilità che una società civile deve assumersi nei confronti delle persone più fragili. Anche in una giornata di celebrazione come questa, non possiamo restare indifferenti davanti a una tragedia così dolorosa. Al contrario, essa ci richiama a una riflessione sul Paese che siamo e su quello che vogliamo continuare a costruire, ispirandoci ogni giorno ai principi di umanità, solidarietà e rispetto della persona, che sono alla base della nostra Repubblica. Per questo la comunità calabrese esprime vicinanza, cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime. Ci auguriamo che il lavoro degli inquirenti, ci sono già stati due fermi, consenta di fare rapidamente piena luce sull’accaduto, accertando tutte le responsabilità. Nel giorno in cui celebriamo gli ottant’anni della Repubblica, rinnoviamo il nostro impegno affinché i valori di libertà, democrazia e umanità che ne hanno accompagnato la nascita continuino a guidare il cammino dell’Italia”.
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