Coste toscane nel mirino di Goletta verde, inquinamento sopra i limiti nella metà dei casi

29 Luglio 2026 - 17:20
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Coste toscane nel mirino di Goletta verde, inquinamento sopra i limiti nella metà dei casi

Anche se non ce ne rendiamo conto il mare comincia molto prima della battigia, e quando fognature e depuratori non funzionano adeguatamente, la contaminazione viaggia lungo fiumi e fossi fino a concentrarsi nelle foci: otto dei dieci punti risultati oltre i limiti nel monitoraggio 2026 di Goletta Verde appartengono proprio a questa categoria.

I volontari e le volontarie di Legambiente, partecipando alla storica campagna Goletta verde, hanno eseguito i campionamenti il 6, 7 e 8 luglio in venti località della costa toscana. Dieci punti sono risultati entro i limiti e altrettanti li hanno superati: quattro sono stati classificati come inquinati e sei come fortemente inquinati per le concentrazioni microbiologiche di Escherichia coli o enterococchi intestinali.

Il dato del 50% riguarda un’indagine mirata a individuare le criticità legate a una depurazione assente o inefficiente, non un campionamento uniformemente distribuito sull’intero litorale. Quindici prelievi, pari al 75% del totale, sono stati effettuati presso foci o situazioni critiche di scarico; soltanto cinque direttamente in mare. Goletta Verde invia una segnalazione alle autorità competenti quando anche uno solo dei due parametri microbiologici supera il limite previsto dalla legge.

«Persistono le criticità che riguardano il sistema depurativo – dichiarano Fausto Ferruzza e Federico Gasperini, rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Toscana –, che andrebbe adeguato all’aumento della pressione antropica che si registra nei mesi estivi tenendo conto anche della crisi climatica. Inoltre, bisognerebbe farsi aiutare dalla natura per la riqualificazione ecologica dei corsi d’acqua per renderli maggiormente resilienti».

In provincia di Grosseto sono risultati oltre i limiti tre dei sei punti controllati; dei sei punti della provincia di Livorno, quattro dei quali all’Isola d’Elba, due superano i limiti; entrambi i punti controllati in provincia di Lucca presentano criticità; in provincia di Massa-Carrara superano i limiti tre siti su quattro; esito positivo, infine, per entrambi i punti pisani.

Conferenza stampa presentazione dati Toscana

«Goletta Verde naviga da 40 anni lungo le coste italiane alla ricerca di illeciti e per monitorare lo stato del sistema di depurazione delle acque reflue – dichiara Marco Mancini, dell’ufficio scientifico nazionale di Legambiente – Le foci dei fiumi a livello nazionale rappresentano i punti critici del nostro monitoraggio, e ci raccontano che le reti fognarie non funzionano ancora come dovrebbero. Le foci dei fiumi non sono balneabili per legge, ma spesso durante i nostri prelievi vediamo cittadini e cittadine che fanno il bagno nelle zone limitrofe».

Rispetto al 2025 emergono comunque alcuni miglioramenti. La foce del Versilia è passata da fortemente inquinata a entro i limiti; all’Elba lo stesso risultato è stato raggiunto dalla foce dei fossi di Mola, mentre il Moletto del pesce di Marciana Marina è passato da fortemente inquinato a inquinato. Restano invece stabili le criticità di Salivoli, Follonica e Ansedonia, dove tutti i punti campionati risultano fortemente inquinati. «Nei prossimi anni – concludono Ferruzza e Gasperini – verificheremo se il miglioramento rilevato nella zona nord e all’Elba diventerà un trend positivo o se è stato solo un episodio isolato di quest’anno».

Oltre alla qualità delle acque, è utile sottolineare che il monitoraggio legambientino ha verificato anche la qualità dell’informazione disponibile per cittadini e turisti. In dodici dei venti punti non sono stati trovati cartelli di divieto di balneazione; ancora più diffusa l’assenza degli avvisi sulla qualità delle acque, individuati soltanto in tre siti su venti.

Le foci dei fiumi non sono mai balneabili, ma nelle aree limitrofe si formano spesso spiagge libere frequentate durante l’estate. Per Legambiente, l’assenza dei cartelli può quindi esporre i cittadini a un potenziale rischio di contaminazione fecale, oltre a impedire una fruizione consapevole della costa.

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