Crans Montana, la beffa: Jessica Moretti potrebbe incassare un’indennità per l’incendio di Capodanno. L’avvocato di una ferita: “Sconcertante”

07 Ottobre 2026 - 00:05
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Crans Montana, la beffa: Jessica Moretti potrebbe incassare un’indennità per l’incendio di Capodanno. L’avvocato di una ferita: “Sconcertante”

Crans Montana, la beffa: Jessica Moretti potrebbe incassare un’indennità per l’incendio di Capodanno. L’avvocato di una ferita: “Sconcertante”

Jessica Moretti potrebbe incassare un’indennità giornaliera per la “perdita di guadagno determinata dai danni alla salute” conseguenti all’incendio al ‘Le Constellation’. Il risvolto che sta susitando molte polemiche emerge dalle nuove carte dell’indagine depositate alle parti coinvolte nel procedimento che ipotizza i reati di omicidio, lesioni e incendio colposo per l’incendio che ha provocato 41 morti. La pratica, secondo la legge svizzera per gli infortuni sul lavoro, è al vaglio dell’assicurazione Zurich che, in una lettera riportata nel dossier dell’indagine, ha chiesto alla procura del Cantone del Vallese il nulla osta per l’eventuale versamento, che è stato accordato.

Così, nel bel mezzo di un’inchiesta giudiziaria senza fine, la tragedia svizzera di Crans-Montana riserva un altro surreale colpo di scena. “Nel paradosso di questa tragedia, una delle principali indagate per l’incendio del Constellation chiede di essere indennizzata proprio per le conseguenze di quell’incendio, mentre 115 feriti e le famiglie delle 41 vittime attendono ancora verità e giustizia oltre al risarcimento degli immani danni subiti”. L’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, la ragazza rimasta ferita a Capodanno nell’incendio del discobar di Crans-Montana, è infuriato. “È una notizia che lascia sconcertati”.

Jessica Moretti è sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma e deve rimanere nella sua abitazione di Lens. Suo marito si trova dallo scorso 11 agosto in carcere con l’accusa di averla picchiata e ci rimarrà, secondo quanto disposto dal tribunale, almeno fino all’11 novembre. In un rapporto della polizia cantonale, incaricata di sorvegliare sul rispetto delle restrizioni, viene segnalato che la donna ha espresso «timori», in vista delle festività di fine anno e dell’anniversario del rogo, «ritenendo che i media saranno di nuovo attivi su questa vicenda» e temendo «eventuali atti isolati da parte di parenti delle vittime».

Jessica Moretti, proprietaria del Constellation, da principale indagata si trasforma in vittima: potrebbe infatti rientrare nei requisiti previsti dalla legge svizzera per gli infortuni sul lavoro e beneficiare di un’indennità giornaliera. Il motivo: “perdita di guadagno causata dai danni alla salute”. Non si tratta di una remota eventualità, ma di una concreta possibilità, descritta in uno scambio di lettere tra l’assicurazione Zurich e la procura del Cantone del Vallese. Le attività investigative, che coinvolgono anche centinaia di parti civili, sono ancora in corso e nei prossimi mesi si svolgeranno diversi interrogatori. Il più atteso, il 2 novembre, è quello in cui si confronteranno i coniugi imprenditori. Nel frattempo proseguono, seppur lentamente, le procedure previste dalla rogatoria internazionale richiesta dalla procura di Roma.

Sui fatti di Capodanno i magistrati capitolini hanno aperto un fascicolo in cui sono indagati i proprietari del locale notturno. Per ora, da Sion è giunta solo una lettera del 25 settembre in cui si anticipa la trasmissione di una ventina di documenti, tra cui però non risulta alcun atto saliente. Mancano, probabilmente per l’opposizione degli avvocati, i verbali degli interrogatori di diversi indagati. Non c’è nemmeno traccia delle carte riguardanti i Moretti. Jessica è ancora sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma e del divieto di espatrio e vive con i suoi due figli piccoli nella villa di Lens, a pochi chilometri da Crans-Montana.

La ricorrenza del primo gennaio, che sarà ricordata con una cerimonia, riaccenderà certamente i riflettori sull’edificio del Constellation che il Comune di Crans-Montana vuole ora coprire con una “palizzata” in legno “per ragioni igienico-sanitarie, ma soprattutto per consentire un raccoglimento dignitoso”. Del dramma verificatosi in quel sotterraneo sono testimonianza le decine di oggetti ‘smarriti’ ritrovati dalla polizia tra la cenere. Nelle carte dell’inchiesta spunta ora uno straziante inventario fotografico, riportato dal quotidiano la Repubblica: dai rossetti ai portafortuna; da una pinza per i capelli fusa dal fuoco a un minuscolo rinoceronte in plastica della Playmobil. Il più struggente: un post-it, miracolosamente salvato dalla fiamme, con la scritta “take care”, stai attento.

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