Crisi Amt, ecco l’orario invernale: tagli e frequenze ridotte anche sulle linee principali

Genova. Frequenze ridotte su quasi tutte le linee, anche su quelle principali, compresa l’ora di punta mattutina che di solito è la più affollata. Ecco cosa aspetta gli utenti Amt a partire da lunedì 14 settembre, data di entrata in vigore dell’orario invernale già pubblicato sul sito. Una scure che si abbatte su tutta la rete con tagli alle corse che in molti casi, a conti fatti, superano di gran lunga il 10% dichiarato nei giorni scorsi dalla sindaca Silvia Salis e ribadito in commissione a Tursi dal direttore generale Nicola Pascale. E le associazioni dei consumatori, come prevedibile, sono sul piede di guerra.
La prima promessa è stata mantenuta: nessuna modifica ai percorsi delle linee, nessun capolinea spostato, nessun interscambio forzato. Una rivoluzione che comunque viene solo rimandata a inizio 2027. Tuttavia quella strategia avrebbe permesso di incidere in misura minore sulle frequenze, grazie all’accorciamento dei percorsi. Nel frattempo, allora, non resta che adottare il piano “lacrime e sangue” imposto dall’esigenza di superare la crisi aziendale, piano che inizia a partorire i suoi effetti nonostante la dotazione extra da 2 milioni che il Comune ha messo sul piatto per mitigare la stretta.
Le conseguenze senza dubbio si faranno sentire sulla pelle dei cittadini, anche se il termine di paragone è in gran parte teorico. Nei fatti, stavolta la filosofia è diversa: modulare il servizio “sull’effettiva disponibilità di autisti e mezzi”, evitando cioè di costruire orari impossibili da rispettare. In altre parole, come espressamente richiesto dalla sindaca, terminare l’abitudine quotidiana di saltare corse in modo imprevedibile, situazione che ha fatto imbestialire gli utenti negli ultimi mesi. Il servizio – quel poco che è rimasto – dovrebbe essere perciò garantito così com’è scritto nelle tabelle.
C’è un’altra novità: dopo mesi di chiusure serali reiterate “per lavori”, l’azienda comunica ufficialmente che la metropolitana sarà in servizio tutti i giorni dalle ore 5.00 alle ore 21.00, a eccezione del sabato, quando resterà aperta fino a mezzanotte. “In occasione di grandi eventi cittadini, di cui verrà data opportuna comunicazione, il servizio della metro potrà essere prolungato oltre l’orario programmato per rispondere alle esigenze di mobilità della città”, si legge nel comunicato di Amt.
Anche la funicolare Zecca-Righi manterrà l’orario in vigore durante il servizio estivo: sarà in servizio tutti i giorni dalle ore 6.40 a mezzanotte, con corse ogni 20 minuti.
Tagli anche sulle linee principali, in Valbisagno frequenza dimezzata
A differenza di quanto annunciato da Pascale in aula rossa, le sforbiciate riguardano anche le direttrici principali, a cominciare dalla Valbisagno, dove in punta mattutina, per il combinato delle partenze delle linee 13 e 14, si passerà da un bus ogni 4 minuti (orario teorico dello scorso inverno) a uno ogni 8 minuti. A tutti gli effetti una frequenza dimezzata sull’unico asse della città che non contempla un’alternativa su ferro. Meno gravoso l’impatto nella fascia di morbida, da 6-7 minuti a 9 minuti.
In Valpolcevera non è stato eliminato l’8, come si paventava in origine, ma poco ci manca. La linea di rinforzo sarà attiva solo al mattino con una corsa ogni mezz’ora tra le 7 e le 10. In tutti gli altri momenti della giornata (e pure nel weekend) ci sarà solo il 7, che praticamente rimarrà l’unica linea di fondovalle a non subire tagli.
A Ponente si osserva una lieve riduzione sull’1, che vedrà aumentare di un paio di minuti la frequenza in tutte le fasce orarie (da 8 a 9-10 minuti), ma in compenso sparisce la metà delle corse previste l’anno scorso sul 3: non più un bus ogni 10-11 minuti, ma uno ogni 19 minuti. Dunque servizio ridotto all’osso nelle zone servite esclusivamente da questa linea in direzione centro: via Sampierdarena, futuro asse di forza del Ponente, ma anche il Wtc, uno dei principali centri direzionali della città, dotato di una stazione ferroviaria con pochissime fermate giornaliere.
A Levante l’asse di corso Europa si salva nell’ora di punta del mattino con un bus ogni 5-6 minuti garantito dall’accoppiata 16-17/ (anche qui la frequenza aumenta di un paio di minuti). Nella fascia di calma però verrà sospeso il 16, con la sola eccezione dell’orario di uscita dalle scuole, compensato da un rinforzo del 17/ che verrà portato a 8 minuti. Ma non è tutto: sulla litoranea verrà quasi dimezzato il 15 negli orari di punta (da 6 a 10 minuti) con un taglio in proporzione più contenuto nei momenti meno affollati.
Nemmeno le linee portanti Centro si salvano completamente dall’accetta. Il 18, compresa la variante barrata, manterrà una frequenza intorno ai 9-10 minuti per tutto il giorno, ma negli anni scorsi ne passava uno ogni 6 minuti al mattino: una riduzione che pesa almeno per un terzo. Bisogna poi considerare che nei due poli di San Martino (ospedale e pronto soccorso) l’attesa sarà raddoppiata dato che le partenze sono alternate. Nessun taglio significativo per il 20, che pure avrebbe potuto essere potenziato data la crescente disponibilità di nuovi filobus.
Pressoché tutte le linee di adduzione e le principali linee collinari subiranno tagli rispetto all’orario invernale dell’anno scorso. In alcuni casi si tratta di riduzioni importanti. Ad esempio, parlando ancora dell’orario di punta del mattino, il 34 passerà da 5 a 10 minuti, il 36 da 5 a 10 minuti, la coppia 39-40 da 6 a 10 minuti, il 42 da 8 a 12 minuti, il 45 da 8 a 16 minuti. A Granarolo si avrà sempre un 38 ogni 40 minuti, mentre in Valle Sturla le frequenze di 85-86-87 passano da 15-20 a 20-30 minuti.
Stesso discorso per il sabato e i festivi che vedranno ulteriori riduzioni, col servizio in alcuni casi ai minimi termini. Per citare gli esempi più significativi, negli orari mattutini e pomeridiani legati al tempo libero sono previsti un bus ogni 10 minuti in Valbisagno, uno ogni 14 minuti sulla litoranea di Levante, uno ogni 20 per linee come 48 e 31 che supportano le rispettive direttrici.
Questa la nuova realtà in termini di frequenze. Ma a fare i calcoli, considerando la variazione del numero di corse totali su ogni direttrice dal lunedì al venerdì (fascia serale esclusa), si è messa d’impegno anche l’Associazione utenti del trasporto pubblico. E i risultati parlano chiaro: riduzione del 36,8% in Valpolcevera, 26,5% nel Ponente, 26,3% in Valbisagno, 21,6% nel Levante. “Ci auguriamo che, a fronte di tagli così pesanti almeno le corse programmate vengano effettuate – commenta il presidente Fiorenzo Pampolini -. Curioso che, mentre ci si aspettava il debutto degli assi di forza che, a fronte di un investimento di 497 milioni di euro, avrebbero dovuto potenziare il servizio, siano proprio le linee di forza ad essere fortemente penalizzate“.
Servizio extraurbano, Salis: “Recepite le richieste dei sindaci, ma il confronto prosegue”
Tagli a cascata anche sul servizio extraurbano, al centro di una “tregua armata” tra sindaci, azienda e Città metropolitana. “Il nuovo orario invernale è il risultato di una prima rimodulazione che, pur nei limiti delle attuali condizioni economiche e gestionali di Amt, ha recepito buona parte delle esigenze e delle richieste – commenta la sindaca metropolitana Silvia Salis -. In linea con gli impegni assunti nell’incontro dell’8 settembre, Amt ha provveduto a trasmettere ai sindaci gli orari invernali 2026/2027 del servizio extraurbano. Sappiamo che il percorso avviato non è ancora concluso e che resta molto da fare. Proprio per questo, con l’avvio del nuovo orario, Amt proseguirà il confronto con i territori, anche attraverso un tavolo tecnico che sarà convocato non appena tutti i Comuni avranno indicato il proprio referente, come concordato. L’obiettivo sarà monitorare l’andamento del servizio e individuare ulteriori interventi per migliorarlo e ridurre i disagi”.
La sindaca ha poi specificato che “particolare attenzione sarà dedicata alle criticità ancora presenti, anche con riferimento al servizio del sabato, ai collegamenti tra il capoluogo e le valli, alle esigenze dei lavoratori e a quelle connesse ai servizi di rilevanza sociale e sanitaria”. “Le richieste che non è stato possibile recepire in questa prima programmazione non saranno lasciate cadere – ha assicurato Salis – ma saranno oggetto di ulteriore verifica e confronto nell’ambito dei prossimi tavoli tecnici, nella consapevolezza che il contributo dei Comuni e la collaborazione di tutti saranno fondamentali per individuare, passo dopo passo, ulteriori soluzioni”.
I consumatori: “Nessun confronto con noi nonostante le promesse”
“Contrariamente a quanto ci era stato assicurato nell’incontro dello scorso 4 settembre, l’orario è stato reso pubblico senza alcun ulteriore confronto con le associazioni dei consumatori – tuona la consulta comunale che riunisce Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Federconsumatori, Codacons, Lega Consumatori, Sportello del Consumatore -. Dopo un’estate segnata da disservizi, cresce la preoccupazione che l’orario invernale prefiguri ulteriori difficoltà. Questi orari invernali sono da noi subiti e non concordati, come sarebbe stato invece utile e opportuno, né per il territorio urbano né per quello extraurbano. Avevamo chiesto, tramite l’azienda e l’Amministrazione comunale, di essere convocati dalla Città metropolitana: una convocazione che a oggi non è ancora pervenuta. È il segno di una scarsa cultura del servizio che ponga davvero l’utenza al centro. Esprimiamo inoltre forti perplessità per l’assenza di un adeguato coordinamento con il gestore dei servizi ferroviari, indispensabile per integrare gli orari tra ferro e gomma”.
A a tutela degli utenti, le associazioni dei consumatori attivano il numero 0108935007 (dall 9 alle 12 e dalle 15 alle 18) e il form disponibile all’indirizzo https://www.consumatoriliguria.it/segnalazioni-e-contatti/ per raccogliere le segnalazioni dei cittadini.
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