Crisi Amt, niente pagamenti ai privati: da lunedì alcune linee collinari a rischio stop

Genova. Da lunedì rischiano di fermarsi i servizi collinari di Amt gestiti dai privati in Valbisagno, Valpolcevera e nel Ponente genovese. È la clamorosa protesta messa in campo dalle società aderenti ad Anav dopo che l’azienda, in una riunione con decine di creditori, ha annunciato che le partite correnti non verranno saldate prima di fine luglio, cioè con l’omologa del piano di risanamento in tribunale.
“Anzitutto ci hanno congelato nove mesi di lavoro e per alcuni di noi sono danni enormi – spiega Renzo Balbi, amministratore di GenovaRent -. In un primo momento ci hanno promesso il rimborso totale in cinque anni, mentre nel nuovo piano di risanamento è previsto il 50% a gennaio, che in alcuni casi non coprirebbe nemmeno gli stipendi. Noi nel frattempo lavoriamo in rimessa, con tariffe bassissime e abbiamo sempre continuato a investire coi mezzi. Da marzo, diversamente da quanto era stato garantito al Tribunale, non riceviamo più pagamenti. Ora ci hanno detto che non arriveranno prima di fine luglio. Non ci abbiamo più visto”.
L’interruzione riguarderebbe anzitutto i servizi operati da GenovaRent, Scagnelli, Stat, Buscompany e Marcone: le linee bus 57, 93, 340, 273, 275, i servizi integrativi I04, I03, I21, I21/, I25, I13, I14 e la linea CS interna al cimitero Staglieno. Possibile anche l’adesione dell’azienda Della Penna che gestisce altre linee nel Ponente.
“Siamo disponibilissimi a sospendere immediatamente la vertenza – precisa Balbi – se ci verranno garantite le somme dovute. Dopo che avremo le garanzie necessarie, potremo riprendere il servizio”.
Al momento non arrivano dichiarazioni né dall’azienda né dall’amministrazione comunale, che Genova24 ha provato a contattare.
Una notizia rilanciata dalle associazioni dei consumatori con “estrema preoccupazione”. “Un quadro finanziario insostenibile, che scarica sui privati e sui loro lavoratori il peso di una crisi strutturale che Amt non può continuare a rimandare – si legge nella nota di Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codacons, Federconsumatori, Casa del Consumatore, Lega Consumatori e Sportello del Consumatore -. Le conseguenze di questa sospensione ricadrebbero sulle spalle degli utenti delle colline genovesi, tra i più fragili dell’intera città: anziani, persone con mobilità ridotta, lavoratori e studenti che non dispongono di alternative alla gomma pubblica per raggiungere i fondovalle. Queste persone rischiano di essere tagliate fuori dalla città con pochissimo preavviso e senza alcuna soluzione sostitutiva”.
Le associazioni dei consumatori “chiedono con urgenza l’intervento immediato del Comune di Genova affinché venga garantita la continuità dei servizi alle comunità collinari. Non è accettabile che cittadini già penalizzati da una orografia sfavorevole vengano abbandonati a causa di una disputa finanziaria tra soggetti istituzionali”.
“Vi è poi una questione di equità e dignità del lavoro che non possiamo ignorare – proseguono -. I conducenti degli autobus privati che servono le colline svolgono esattamente la stessa funzione pubblica dei dipendenti diretti di Amt: trasportano i genovesi, rispettano gli orari, garantiscono un servizio essenziale. Eppure rischiano di non ricevere lo stipendio perché la loro azienda non viene pagata. Chiediamo che i lavoratori del trasporto pubblico siano tutelati in modo uniforme, indipendentemente dal fatto che abbiano un contratto con Amt o con un operatore privato convenzionato. Il trasporto pubblico locale è un servizio di interesse generale: chi lo eroga non può essere trattato come un creditore qualsiasi”.
“Invitiamo il sindaco, il vicesindaco e l’assessore competente a convocare con la massima urgenza un tavolo con Amt, i fornitori privati e le rappresentanze dei lavoratori, per trovare una soluzione che impedisca la sospensione dei servizi già a partire da lunedì e definisca un piano sostenibile di liquidazione dei debiti pregressi”, concludono.
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