Sampdoria, le prime parole del ds Branco: “Sceso di categoria solo per questo club. Non sono qui per perdere”

12 Giugno 2026 - 22:28
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Sampdoria, le prime parole del ds Branco: “Sceso di categoria solo per questo club. Non sono qui per perdere”
Americo Branco Sampdoria

La Sampdoria ha annunciato da poche ore il nome del nuovo direttore sportivo. Le indiscrezioni circolavano da settimane ma ora è ufficiale. Américo Branco guiderà il mercato dei blucerchiati.

Il dirigente portoghese classe 1990 proviene dal Fortuna Sittard, formazione che ha chiuso undicesima su diciotto squadre in Eredivisie, il massimo campionato dei Paesi Bassi. Carico e molto determinato, il dirigente fortemente voluto da Fredberg ha parlato subito in italiano nell’intervista di presentazione rilasciata ai microfoni del club.

“Sono orgoglioso e fiero di essere qua. Una delle società più iconiche e speciali del mondo. Ho iniziato questo percorso quando avevo 24 anni. Sono stato sempre più di tre anni nei club in cui ho lavorato. Noi portoghesi non siamo diversi dagli italiani, giriamo il mondo e sappiamo adattarci ai valori dei club e dei paesi in cui siamo. Solo così possiamo fare bene. La Sampdoria è uno dei club più grandi del mondo, uno dei nomi più riconosciuti. La maglietta più bella del mondo. Prometto che sarò la miglior versione di me stesso. Farò parte di un gruppo composto da tante persone dal magazziniere al proprietario”.

Non basta indossare questa maglia. Il bello è vincere con questo stemma, arrivare a raggiungere gli obiettivi. L’obiettivo deve essere cercare i tre punti ogni domenica. Non esiste ‘tra un anno, tra due anni'”.

“L’Italia è uno dei paesi del calcio. Uno dei primi con il calciomercato. Spesso gli italiani sono duri con se stessi. Ma c’è potenziale, l’Italia ha vinto gli europei Under 17 e ha fatto tante finali. Bisogna guardare di più le cose positive. Avere stranieri non significa non sviluppare il calcio nazionale. Quando il Portogallo è cresciuto come nazionale, nei club più importanti c’erano tanti stranieri“.

“Il più grande allenatore della Sampdoria è stato uno straniero – prosegue -. Anzi i due più grandi sono stati stranieri (riferimenti a Boskov e Eriksson ovviamente ndr)”.

Ho giocato in Serie B. E ho detto che non avrei più voluto giocare in un secondo livello nella mia carriera. Ovunque il secondo livello è una categoria tostissima. Ma quando Fredberg mi ha chiamato, e lo ringrazio, non ho potuto dire di no. Non esiste una professionista che dice no alla Sampdoria“.

“L’allenatore della Sampdoria dovrà capire dove viene e per cosa viene. Non solo per indossare lo stemma, ma per ‘sudare’ lo stemma. Una cosa molto diversa. Io non arrivo con la bacchetta magica. Arrivo con le mie conoscenze e sono pronto a farmi aiutare da tutti. Da solo non potrò vincere. Voglio gente che ha voglia di vincere e voglio brave persone. Non sono qui per perdere o per farmi le vacanze. Sono qui per trascinare tutti dietro: dal proprietario a chi si occupa dei campi”.

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