CT Italia, la corsa resta a due ma per il ruolo di direttore tecnico non si escludono sorprese
Insediatosi da meno di un mese in via Allegri, il nuovo presidente della Federcalcio Giovanni Malagò è alle prese con lo spinoso tema riguardante l’auspicata rinascita di una Nazionale che sta guardando da spettatrice i Mondiali per la terza volta consecutiva. Il numero uno della FIGC sta lavorando intensamente per definire la nuova struttura, dal ct al direttore tecnico.
Per quanto riguarda il volto principale in panchina, resta viva l’ipotesi di un ritorno di Roberto Mancini a tre anni dal brusco divorzio con l’Azzurro, per divergenze divenute insormontabili con l’allora presidente Gabriele Gravina. Sullo sfondo attende notizie anche Antonio Conte, che dopo l’esperienza terminata dopo Euro 2016 ha più volte fatto capire di non disdegnare una nuova chiamata dalla Federcalcio.
C’è poi il capitolo direttore tecnico: con Paolo Maldini il tira e molla dei giorni scorsi sembra avviarsi a una conclusione negativa e sono al vaglio nomi alternativi, tutti capisaldi della Nazionale in epoche diverse. Un nome importante in questo senso è quello di Demetrio Albertini, già impegnato nel settore tecnico della FIGC, ma non si esclude un altro ex milanista, Alessandro Costacurta, in passato vicecommissario straordinario della federazione. Tra gli altri papabili non si escludono sorprese, come Beppe Bergomi o Gianfranco Zola.
Malagò dovrebbe sciogliere ogni dubbio entro pochi giorni: la Nazionale è infatti attesa dagli impegni di Nations League in cui affronterà due nazionali fra le migliori otto dei Mondiali 2026, Francia e Belgio, e una delle mine vaganti del calcio europeo, la Turchia. Il girone si svolgerà fra settembre e novembre, con la prima gara in programma contro i belgi il 25 settembre allo Stadio Olimpico di Roma.
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