Cultura come investimento. Bancomat rilancia il Premio Magis e porta a 300mila euro il fondo solidale

12 Giugno 2026 - 10:25
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Quando un’iniziativa arriva alla sua seconda edizione, smette di essere una scommessa e comincia a diventare un progetto. È con questa consapevolezza che, negli spazi degli Horti Sallustiani a Roma, è stata presentata la seconda edizione del Premio Magis Bancomat, il riconoscimento letterario che ha scelto di coniugare la grande narrativa italiana con un forte impegno solidale.

Il numero che definisce questa edizione è 300.000 euro. È la cifra che il Premio Magis Bancomat destinerà agli organismi umanitari selezionati dagli organizzatori — Banco Alimentare, Busajo, Caritas, Progetto Rwanda, Save The Children e, da quest’anno, Fondazione AVSI — da distribuire in progetti che combattono la fame, promuovono l’istruzione primaria e sostengono l’imprenditoria femminile. Una cifra in crescita rispetto alla prima edizione, che da sola basterebbe a collocare il Premio Magis in una categoria a sé nel panorama dei premi culturali italiani.

Ma la meccanica del premio aggiunge un elemento ancora più interessante: non sono gli organizzatori a decidere come ripartire i fondi, bensì i vincitori stessi. Chi si aggiudica la sezione Letteratura — riservata agli autori affermati, con un premio personale di 10.000 euro — dovrà scegliere come distribuire 180.000 euro tra AVSI, Busajo, Caritas, Progetto Rwanda e Save The Children, con ciascun ente che riceve una quota base di 30.000 euro e quello prescelto che ne ottiene altri 30.000 aggiuntivi. Il vincitore della sezione Esordienti, premiato con 4.000 euro, avrà invece l’onere e l’onore di assegnare 120.000 euro ai tre progetti del Banco Alimentare preselezionati, secondo lo stesso meccanismo.

Non sponsorizzazione, ma testimonianza

Per capire perché Bancomat abbia deciso di mettere il proprio nome su un premio letterario, vale la pena ascoltare Franco Dalla Sega, Presidente di Bancomat, che alla conferenza stampa ha scelto di partire dal luogo stesso dell’evento. “Bancomat è un’infrastruttura nazionale”, ha spiegato, “e come tale non può prescindere dai valori fondanti di questo Paese. Il primo tra questi è la cultura.” Per Dalla Sega non si tratta di una semplice operazione di visibilità: “È un modo di testimoniare valori che vengono praticati. La cultura è un investimento che dà frutti nel lungo periodo. La pubblicità di solito li vuole subito.”

Una distinzione sottile ma sostanziale, che spiega l’approccio di Bancomat a questo progetto. Fabrizio Burlando, Ceo di Bancomat, ha approfondito questa prospettiva: “Bancomat è un’azienda che da 42 anni opera in Italia, in ogni angolo del paese. Tutto quello che facciamo è essere vicino a chi è sul territorio.” Il Premio Magis si inserisce così in un disegno più ampio che include già l’impegno sportivo con Sport e Salute e il progetto Illumina, che porta infrastrutture sportive nelle periferie più svantaggiate. “Questo è l’unico premio che unisce alla solidarietà anche un importante riconoscimento letterario”, ha sottolineato Burlando. “Ed è per questo che abbiamo voluto esserci.”

La giuria e il calendario

A selezionare le opere più meritevoli sarà una giuria di primo piano, presieduta dallo scrittore Marco Lodoli e composta da venti nomi tra i più rappresentativi della letteratura e della critica italiana contemporanea: Giulia Caminito, Andrea Carraro, Carlo D’Amicis, Mario Desiati, Donatella Di Cesare, Angelo Ferracuti, Maria Ida Gaeta, Filippo La Porta, Carlo Lucarelli, Annamaria Malato, Sebastiano Nata, Valeria Parrella, Sandra Petrignani, Roberto Saviano, Gianluigi Simonetti, Antonio Spadaro, Elena Stancanelli, Emanuele Trevi e Sandro Veronesi.

Lodoli ha condensato lo spirito del premio in una formula efficace: “La fantasia ci porta lontano, la solidarietà ci fa stare vicino a chi ha bisogno“. Giulia Caminito, giurata, ha descritto dall’interno il clima di lavoro: una giuria che discute, si confronta e “si anima” attorno ai libri candidati, in un’atmosfera che definisce “amichevole e corroborante”.

Concorrono al premio le opere di narrativa italiana pubblicate tra il 1° agosto 2025 e il 31 luglio 2026. Le case editrici possono presentare fino a due opere — una per sezione — entro il 15 luglio 2026, inviando 25 copie alla segreteria organizzativa. Anche i membri della giuria potranno segnalare titoli ritenuti meritevoli.

La casa del premio: Più Libri Più Liberi

La serata conclusiva si terrà sabato 5 dicembre alla fiera Più Libri Più Liberi, che quest’anno compie 25 anni. Annamaria Malato, membro della giuria e Presidente della fiera, ha spiegato perché PLPL sia diventata la casa naturale del Premio Magis: la stessa vocazione a valorizzare la grande letteratura indipendentemente dalla forza dei marchi editoriali, unita a un gesto concreto e solidale che, ha sottolineato Malato, è “unico nelle sue dimensioni in Italia”.

Il senso di tutto

A tirare le fila del progetto è Sebastiano Nata, Presidente del Comitato Direttivo, che ha individuato nella convergenza tra scrittura e umanitarismo il cuore dell’iniziativa. Per Nata, ogni scrittore si esprime in piena libertà, ma gli scrittori sono anche — o così dovrebbero essere — buoni cittadini. E un buon cittadino del mondo, oggi, non può ignorare le disuguaglianze che esistono. Da qui il senso concreto del contributo solidale: un segnale tangibile che giurati e scrittori danno perché chiunque viva su questa terra abbia la possibilità di seguire le proprie aspirazioni, senza dover lottare contro la povertà.

Il lavoro di chi scrive e quello di chi opera sul campo condividono, a ben guardare, le stesse qualità — tempo, creatività, impegno, cura. “Ogni libro, e ogni persona povera che si aiuta a diventare un essere autonomo e libero, hanno bisogno della stessa attenzione intelligente e affettuosa”, ha detto. Il filo che lega narrativa e solidarietà, per Nata, non è decorativo: è strutturale. E il motto scelto per il premio — raccontare il mondo, renderlo un posto migliore — non è un’ambizione retorica, ma “una descrizione fedele dello spirito che ci guida.”

L’articolo Cultura come investimento. Bancomat rilancia il Premio Magis e porta a 300mila euro il fondo solidale è tratto da Forbes Italia.

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