CUMO, gli studenti chiedono ascolto e rilancio: “In gioco c’è il nostro futuro”

15 Ottobre 2026 - 19:25
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CUMO, gli studenti chiedono ascolto e rilancio: “In gioco c’è il nostro futuro”

La salvaguardia del diritto allo studio, il ripristino dei servizi essenziali e una nuova strategia per attrarre studenti. Sono queste le priorità indicate dal Comitato studentesco per la salvaguardia del CUMO, nato nei mesi di incertezza sul futuro del Consorzio universitario di Noto. A parlare è il portavoce del comitato Giuseppe Listo, affiancato dalle coordinatrici Sofia Saffiro Scepi e Sarah Russo, che rivendica il ruolo degli studenti in una vicenda che ha rischiato di compromettere la serenità di chi frequenta l’ateneo.

“Quando la politica entra in gioco e mette a rischio il diritto allo studio degli studenti, si supera una linea che non bisogna oltrepassare”, afferma il portavoce, ricordando le conseguenze concrete della crisi. Tra le criticità segnalate ci sono la chiusura del bar, l’assenza del servizio di portineria, le carenze nella pulizia e nei servizi igienici. Disagi che incidono sulla quotidianità universitaria e che, secondo il comitato, devono trovare una soluzione in tempi brevi.

Il giudizio sull’offerta formativa, invece, resta positivo. Il portavoce, studente del dipartimento di Scienze cognitive e psicologiche, sottolinea la preparazione dei docenti e il valore del percorso accademico. “I nostri insegnanti, dallo psicologo allo psichiatra al neuroscienziato, sono fonte di ispirazione quotidiana per quello che vorremmo fare un giorno”.

Dal primo incontro con il presidente del CUMO, Corrado Bonfanti, gli studenti riferiscono di aver ricevuto rassicurazioni sul ripristino dei servizi e di aver trovato un interlocutore disponibile al confronto. Il comitato guarda quindi alle prossime settimane con fiducia, chiedendo che le promesse si traducano in interventi concreti.

Tra gli obiettivi c’è anche il rilancio dell’orientamento scolastico, soprattutto a Noto, per far conoscere l’offerta formativa e avvicinare nuovi iscritti. Un tema particolarmente importante dopo la chiusura del corso di laurea in Beni archeologici. “Se non si chiude perché mancano i fondi, si rischia di chiudere perché non ci sono gli studenti”, osserva il portavoce.

Il comitato intende continuare a rappresentare le istanze dei colleghi nelle sedi istituzionali e chiede alla nuova governance di restituire centralità e credibilità all’ateneo. “Quando abbiamo sentito dire che il CUMO è un laureificio da due soldi e che non vale nulla, ci siamo sentiti toccati nel nostro orgoglio. È il nostro futuro”.

Ascolto, attenzione alle esigenze degli studenti, orientamento e rilancio sono dunque le parole chiave indicate da chi vive quotidianamente l’università. Per il comitato, la sfida è trasformare la fase di difficoltà in un’occasione per rafforzare il CUMO e valorizzarne il ruolo nel territorio.

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