Da 2 a 12,5 milioni di capi l’anno: il magazzino automatico di Snatt cresce per fasi
Nel 2026 l’online vale il 20% dei consumi di abbigliamento in Italia: 6,6 miliardi di euro, con uno scontrino medio di 115 euro (Osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano). Per chi fa logistica il cambiamento non sta solo nei volumi. Cambia il profilo degli ordini: negozi, wholesale, e-commerce e marketplace chiedono al magazzino cose diverse, e i modelli costruiti per profili d’ordine di qualche anno fa cominciano a rendere meno.
Snatt Logistica, operatore 3PL del fashion & lifestyle dal 1984, ha risposto nel Reggiano con un magazzino automatico AutoStore per un marchio internazionale della moda e con un approccio rivoluzionario. Dentro un edificio che esisteva già, l’impianto era progettato per due milioni di capi l’anno: oggi ne regge quattro milioni e mezzo con la stessa macchina, ed era solo il test, una prima fase dimensionata al minimo. È in costruzione la fase 2, progettata per 12,5 milioni di capi l’anno, e si sta già studiando una fase 3, che ne farebbe l’impianto AutoStore più grande d’Italia.

Come? Con la scelta di integrare direttamente l’automazione, grazie al proprio WMS e alle integrazioni dirette con le macchine (WCS): una competenza rara fra gli operatori 3PL, costruita in oltre quarant’anni di logistica. Di solito il sistema che governa la macchina lo installa l’integratore; Snatt l’ha sviluppato in casa, dentro Logistica.Net, il suo WMS proprietario, e ogni movimento di robot e porte diventa un dato proprio, controllabile e letto in tempo reale.
Anche robot e porte sono stati dimensionati con una valutazione interna sui flussi reali, invece che con il simulatore standard, che non rispecchia il profilo di lavoro progettato. Un ottimizzatore mette insieme gli ordini che chiedono gli stessi articoli, così ogni contenitore che arriva in postazione serve più ordini, e a ogni uscita un sistema put-to-light divide i capi fino a 24 cartoni.

Oggi Snatt lavora con una configurazione più evoluta: dentro la griglia resta una scorta minima di ciò che ruota, il resto aspetta fuori e rientra quando serve. Con questo rifornimento e dieci robot in più, da diciotto a ventotto, la capacità è più che raddoppiata. Anche questo è possibile perché WMS e WCS sono interamente sotto il controllo di Snatt.
Le scelte sull’ingresso merce hanno migliorato ancora il processo: ogni contenitore versato viene pesato, e di notte si ripesano in automatico quelli prelevati nel giorno; quelli con un peso inatteso si verificano a mano. È un controllo delle quantità che prima non esisteva. Per il cliente il risultato è una produttività sensibilmente più alta e meno errori da gestire, con i cartoni che si riempiono già in fila per colore e taglia. La macchina è la stessa per chiunque la compri; a fare la differenza, qui, è il modo in cui la si fa lavorare.
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