Canoni record per la Galleria Vittorio Emanuele. Al Comune 90 milioni di euro nel 2026

14 Ottobre 2026 - 14:40
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Novanta milioni di euro in un anno. È il nuovo record di Galleria Vittorio Emanuele II, che nel 2026 ha garantito al Comune di Milano canoni per questa cifra, il 70% in più rispetto ai 53 milioni del 2021. Un incasso superiore agli 82 milioni assicurati da A2A e inferiore soltanto ai 121 milioni di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi. I numeri sono stati illustrati dall’assessore al Demanio, Emmanuel Conte, in occasione della presentazione del gemello digitale del complesso monumentale.

Alla base della crescita c’è la scelta dell’amministrazione di assegnare gli spazi tramite gara, con basi d’asta elevate e rilanci che in alcuni casi hanno moltiplicato i canoni di partenza. Negli ultimi anni sono stati firmati 40 contratti e conclusi 12 bandi, mentre altri due sono ancora aperti. Già a febbraio, quando gli incassi del 2025 si erano attestati intorno agli 80 milioni, Palazzo Marino aveva indicato tra i canoni più alti quelli di Tiffany, circa 3,5 milioni di euro l’anno, Loro Piana, con 2,3 milioni, e Balenciaga, che si è aggiudicata uno spazio per 2,5 milioni ed è tra le prossime aperture.

Nel periodo hanno aperto 15 nuovi negozi. Tra gli ultimi arrivi figurano The Bridge e Montblanc, che ha cambiato civico lasciando proprio a Balenciaga il suo precedente spazio all’angolo con piazza della Scala, mentre sono attesi a breve anche Piumelli e Stroili. Per la prima volta l’offerta si è allargata agli spazi interni e alle superfici ai piani superiori, alcune delle quali ospitavano in precedenza gli uffici dei gruppi politici. Accanto ai marchi del lusso, il Comune ha scelto di preservare la presenza delle librerie: Bocca e Rizzoli hanno ottenuto il rinnovo della concessione a canoni calmierati, mentre per gli spazi di Feltrinelli si andrà a breve all’asta. Entro la fine dell’anno tutte le 44 insegne della Galleria saranno assegnate, con contratti che arrivano almeno al 2030.

Sul fronte della tutela dell’edificio, l’amministrazione punta ora sul gemello digitale: un modello virtuale costantemente aggiornato, pensato per intercettare per tempo infiltrazioni e segni di usura, pianificare la manutenzione e misurare l’effetto di visitatori, eventi e cantieri sulla struttura.

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