Dal banco alla scacchiera nazionale: l’impresa delle sei bimbe varesine grazie a un “scacco matto” di solidarietà

Hanno guardato negli occhi avversarie molto più esperte di loro, hanno ragionato davanti a orologi mai visti prima e, mossa dopo mossa, hanno trasformato cinque ore di lezione in classe in un piccolo, grande capolavoro nazionale. Si è conclusa venerdì 22 maggio la straordinaria avventura di sei bambine della scuola primaria San Giovanni Bosco, dell’IC Pellico di Varese, uniche rappresentanti del nostro territorio ai Campionati Nazionali di Scacchi per le scuole. Un’esperienza che è andata ben oltre il semplice dato sportivo, trasformandosi in una bellissima storia di solidarietà e riscatto.
Le giovani scacchiste varesine hanno gareggiato a Montesilvano in un’edizione da record della manifestazione, che ha visto scendere in campo ben 430 squadre e 2200 partecipanti provenienti da tutta Italia, dalle primarie alle superiori. Inserite nella categoria delle primarie femminili, che contava 47 formazioni al via, le sei atlete nostrane hanno saputo conquistare un onorevolissimo ventisettesimo posto finale, totalizzando sette punti su quattordici e sfiorando la ventunesima posizione, sfumata soltanto per via dello spareggio tecnico.
Il percorso verso questo traguardo è stato una vera e propria prova di carattere. Il debutto ha pagato inevitabilmente lo scotto dell’emozione e la stanchezza di un viaggio infinito, durato circa dieci ore in treno, traducendosi in una sonora sconfitta. Ma è proprio nei momenti difficili che è emerso lo spirito del gruppo. Il giorno successivo Greta, Alessia, le due Sofia, Vittoria e Hazel si sono riscattate immediatamente, infilando due vittorie consecutive nel secondo e nel terzo turno. Dopo aver ceduto il passo nella quarta partita, le bambine hanno blindato la scacchiera, concludendo il torneo senza più perdere e strappando tre pareggi consecutivi con una grinta e una volontà uniche.
Un risultato strabiliante se si pensa che, prima di questa avventura, le alunne avevano frequentato soltanto cinque ore di scacchi a scuola e non avevano mai utilizzato un orologio regolamentare fino alla fase regionale. Tra l’inizio di aprile e il 18 maggio, tuttavia, la mancanza di esperienza è stata colmata da allenamenti quasi quotidiani, affrontati con una dedizione fuori dal comune.
Dietro questa favola sportiva c’è stata una vera e propria mobilitazione guidata dalle maestre Michela e Sara e dall’istruttore e capitano Gianmarco Beraldo, che non si sono risparmiati nella gestione logistica e nel supporto umano. Ma il ringraziamento più grande e speciale va alla comunità: il viaggio e la partecipazione sono stati infatti resi possibili grazie a una campagna di raccolta fondi su GoFundMe. «A tutti voi donatori il nostro ringraziamento più speciale – hanno scritto le mamme delle sei giocatrici-. Se le ragazze sono potute salire su quel treno e sedersi a quei tavoli da gioco, è solo merito vostro. Ogni singola donazione, grande o piccola, è stata il carburante che ha trasformato un grande desiderio in una bellissima realtà. Avete dimostrato che la comunità, quando si unisce per sostenere i giovani e lo sport, può fare cose grandiose. Grazie per aver creduto in loro e per aver fatto parte di questa scacco matto… di solidarietà!».
Sei alunne della San Giovanni Bosco alle nazionali di scacchi, ma servono fondi per andare a Pescara
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