Dallo skateboard ai grandi eventi sportivi, il racconto di Mattia Martegani alla Materia del Giorno

Dalla curiosità infantile alle gite scolastiche fino ai bordocampo della Serie A a San Siro. Quella di un giovane fotografo del territorio è una storia fatta di passione, incontri casuali e tanta gavetta, iniziata tra le strade di Malnate con uno skateboard e proseguita negli stadi più prestigiosi d’Italia. Un percorso che dimostra come la costanza e il legame con le proprie radici possano portare lontano, trasformando un hobby in una professione di alto livello.
Dallo skateboard alla Malnatese
Tutto è cominciato quasi per gioco, tra i banchi delle elementari, con le classiche macchinette a rullino da ventiquattro o trentasei scatti portate in vacanza. Dopo una breve pausa durante gli anni delle medie, la scintilla è tornata a brillare nel periodo delle superiori.
«La mia passione per la fotografia è nata quasi per gioco alle scuole elementari – racconta il fotografo – quando portavo con me la macchinetta in gita o in vacanza. Dopo una fase di distacco durante le medie, la scintilla è scattata nuovamente alle superiori grazie allo skateboard: uscivo con i miei amici a Malnate e sentivo la necessità di documentare le nostre evoluzioni con foto e filmati. Da lì è iniziato tutto, partendo da una macchina fotografica che mia zia non usava più».

Il destino ha poi bussato alla porta durante una normale serata tra amici. «Il salto verso il mondo professionale è avvenuto in modo altrettanto casuale, durante una partita di calcetto del lunedì sera – spiega – un responsabile della Malnatese Calcio seppe della mia passione e mi chiese di seguire la loro prima squadra. Era il 2017 e quello è stato il mio vero punto di partenza nello sport».
Il percorso professionale e l’approdo in Serie A
Arrivare a documentare il massimo campionato di calcio non è un traguardo che si raggiunge dall’oggi al domani. Il percorso richiede rigore, titoli e una lunga trafila burocratica e sul campo, specialmente in una regione competitiva come la Lombardia.
«Per arrivare a fotografare i grandi eventi, come la Serie A di calcio, l’iter è rigoroso – prosegue nel racconto –. In Lombardia è necessario essere iscritti all’Ordine dei Giornalisti, collaborare con una testata per almeno due anni e avere una copertura assicurativa specifica. Solo dopo questo percorso e un colloquio in sede si ottiene il tesserino professionale. Per la Serie A, il processo è ancora più selettivo: bisogna accreditarsi sul portale della Lega e dimostrare il proprio valore».
Un cammino fatto di pazienza e determinazione. «Io ci ho messo tre anni di tentativi prima di essere ammesso tra i fotografi ufficiali. Ricordo ancora l’emozione della prima volta a San Siro; passare dal Varese Calcio a un contesto così imponente mi ha commosso profondamente, è un ambiente che mi regala ancora oggi sensazioni uniche».
Istinto e attrezzatura a bordo campo
Nella borsa di un professionista non possono mancare strumenti all’avanguardia, ma è l’occhio del fotografo e la sua capacità di leggere l’azione a fare la differenza tra uno scatto comune e una foto iconica.
«Nella mia borsa non mancano mai due corpi macchina Canon serie R e diversi obiettivi, come il 300mm o il 400mm per il calcio e il 50mm per il basket, che considero molto spettacolare da riprendere – dettaglia il professionista –. A differenza di molti colleghi, non amo studiare troppo il contesto o le formazioni il giorno prima della partita per evitare l’ansia; preferisco affidarmi all’istinto e capire la situazione una volta arrivato sul campo».
Dai mondiali alla Schiranna ai consigli per i giovani
La carriera lo ha portato a immortalare i volti più noti del calcio mondiale, ma anche grandi eventi internazionali che hanno toccato il territorio varesino.
«Tra i momenti più emozionanti che ho catturato ci sono le esultanze di Leao e Lautaro a San Siro, ma anche i grandi eventi internazionali come le Olimpiadi Invernali o i mondiali di canottaggio alla Schiranna – conclude –. Ai giovani consiglio di iniziare con calma, fotografando anche cose semplici come i fiori o i paesaggi del proprio territorio: con la costanza e la passione, i risultati e le chiamate importanti arrivano sempre».
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