Dau, folle e monumentale: un gigantesco Truman show per raccontare l’Oppenheimer russo
Il film di Ilya Khrzhanovsky, frutto di un esperimento ventennale, è un'esperienza visiva come poche nella storia del cinema, per come riesce a trascinare lo spettatore in un altro spazio-tempo – una Russia brulicante, dal 1928 al 1968 –, anche se poi si impantana in una lunga seconda parte eccessivamente statica e cupa
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