Delpini: «Nella fragilità e nella malattia Gesù si manifesta e ci riempie di gioia»
L'Arcivescovo giunge sull'altare
L'Arcivescovo giunge sull'altareIl Santuario di Caravaggio ha ospitato oggi l’annuale incontro con i sacerdoti anziani e ammalati, giunto alla dodicesima edizione, voluto dai Vescovi della Conferenza episcopale lombarda, guidati dal metropolita l’arcivescovo Mario Delpini e coordinato dall’Unitalsi Lombarda e dalla Fondazione Opera Aiuto Fraterno.
La giornata era dedicata ai presbiteri (ne erano presenti un centinaio) che hanno raggiunto un’età importante, quella che spinge a fare bilanci personali, quella in cui sui volti i sorrisi sconfinano nelle rughe. In qualche caso al procedere degli anni si accompagna la malattia e allora tra le rughe s’insinua la sofferenza. Per alcuni è l’età del meritato riposo, ma ce ne sono altri che con la qualifica di “emeriti” continuano ad avere un ruolo attivo nella Chiesa, perché – nonostante la prescrizione del Diritto canonico al paragrafo 3 del canone 538 – è stato concesso loro di continuare a svolgere la propria missione. In ciascuno tuttavia perdura la volontà di servire il Signore e la Chiesa, seppure in modo diverso, ma con immutata generosità, memori della cerimonia dell’ordinazione e, in particolare, del passo del Salmo 110 – «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedec» – che indica la missione eterna e regale del sacerdozio di Cristo.

La celebrazione
La Messa, presieduta da monsignor Delpini e concelebrata dai Vescovi lombardi, è il momento centrale dell’appuntamento. La celebrazione eucaristica è stata aperta dal saluto dell’Arcivescovo che ha espresso parole di ringraziamento per gli organizzatori dell’incontro. Nell’omelia, basata sulla parabola delle nozze di Cana, Delpini si è soffermato sullo stupore provato dal direttore del banchetto nel vedere il vino esaurito, ma sostituito da un altro, di qualità migliore. Riferendosi ai presenti ha sottolineato come il vino migliore sia la manifestazione di Gesù: «Come quei preti e diaconi che hanno alle spalle tanti anni e tante esperienze: ne ho viste tante, sempre le stesse cose, è sempre stato così. Il vino buono l’abbiamo già gustato.».
Parlando di Gesù che si manifesta in una luce nuova, ha rivolto parole di grande tenerezza ai presbiteri anziani: «Negli ultimi tempi si è manifestato per voi, scrive Pietro. Forse questa parola si attua proprio nell’età avanzata, proprio nella condizione di fragilità. Nel momento in cui tutto diventa pesante, noioso, vuoto: forse risuona come un’amicizia nuova la parola di Gesù: “Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi”. Nel momento in cui gli incontri si diradano e viene il sospetto di essere dimenticati: forse risuona con una forza mai sperimentata la promessa di Gesù: “Io sono con voi tutti i giorni”».
L’Arcivescovo di Milano ha concluso l’omelia esprimendo la gratitudine della Chiesa verso i sacerdoti anziani e ammalati presenti: «Colui che dirigeva il banchetto si è sorpreso che il vino buono fosse servito alla fine. C’è motivo di sorpresa e di commozione se ci rendiamo conto che nell’età avanzata e nella condizione di fragilità siamo visitati da una esperienza che riempie di gioia: Gesù si manifesta in modo nuovo, come l’amico dei miei giorni e il fondamento della mia speranza; io mi conosco in modo nuovo: sono capace di amare, di dare gioia, di perdonare, di dire “Grazie!”».

«Il ministero non si esaurisce»
Anche il presidente dell’Unitalsi Lombarda Luciano Pivetti ha rivolto parole di saluto ai Vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi, nonché ai volontari impegnati nella manifestazione. Ha ribadito come l’evento sia «tangibile segno di una Chiesa che in Lombardia non dimentica e, al contrario, celebra un’infaticabile devozione. I Vescovi delle diocesi lombarde, guidati dal metropolita Mario Delpini, si stringono a sacerdoti e diaconi che affrontano la prova della malattia e dell’età avanzata continuando a insegnarci che il ministero non si esaurisce con il passare degli anni: cambiano forse le energie, mutano i ritmi, ma non viene meno la fecondità spirituale».
I testimoni ambrosiani
Tra i sacerdoti provenienti dalla diocesi era presente don Giovanni Montorfano, ordinato nel 1964, pastore a Carlazzo, Veniano, Luino, Mariano Comense; ora, a 87 anni, risiede a Garbagnate Milanese, dove si prodiga ancora aiutando in parrocchia e nell’Opera Aiuto Fraterno. Ad accompagnarlo don Giorgio Lattuada, ordinato nel 1977: ha svolto la sua missione a Cantù, poi a Casatenovo e conosce bene la sofferenza e la malattia avendo operato anche al Pio Albergo Trivulzio a Milano; oggi ad avvalersi del suo servizio sono alcune parrocchie del Decanato di Melzo.
Ci sono sacerdoti ancora molto attivi, come don Antonio Mascheroni, ordinato nel 1962 e che, nonostante gli 88 anni portati più che bene, è Cappellano all’Ospedale di Melzo. O come don Giorgio Riva, ordinato nel 1976, che ha festeggiato il cinquantesimo di sacerdozio ed è ancora molto attivo: già presbitero in alcune parrocchie di Milano, oggi offre il servizio di Canonico in Duomo. Ha un aspetto giovanile e abbiamo scoperto che il suo “elisir di giovinezza” sono gli spostamenti che effettua servendosi di una bicicletta.
Diversi altri sacerdoti, tutti con notevoli esperienze di servizio alle spalle, manifestano immutato entusiasmo e sempre vive apertura e disponibilità ai bisogni delle comunità che oggi li ospitano.

Il momento conviviale
Dopo la celebrazione, come consuetudine si è dato spazio a convivialità e festa, con il pranzo nel refettorio del Centro di spiritualità del Santuario. Il pranzo è stato servito da barellieri e dame dell’Unitalsi e che, come già nelle altre edizioni dell’incontro, e stato offerto dalla Società Pellegrini, secondo una preziosa collaborazione fortemente voluta da Ernesto Pellegrini e che si perpetua tramite l’omonima fondazione.
The post Delpini: «Nella fragilità e nella malattia Gesù si manifesta e ci riempie di gioia» appeared first on Chiesa di Milano.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)