Denshattack! – Recensione


Denshattack! - Recensione
Denshattack! ci catapulta in una vibrante distopia giapponese. A causa di una catastrofe climatica globale, la popolazione superstite è stata costretta a trasferirsi all'interno di alcune città-cupola dall'aria purificata. Queste immense strutture sono collegate tra loro da una fitta rete metropolitana sotterranea ad alta velocità, interamente gestita e controllata dalla potente e misteriosa compagnia Miraido. La nostra storia, però, non si svolge dentro queste cupole, bensì all'esterno: là dove vivono coloro che vengono definiti i contaminati. Ci troviamo nella prefettura di Oita, isola di Kyushu, nel sud del Giappone. Qui conosciamo Emi, una fattorina che consegna ramen a domicilio a bordo di una vecchia locomotiva. Durante una delle sue tante consegne, la ragazza incontra Fernando, un fotografo appassionato di Denshattack! Impressionato dalle sue straordinarie doti di guida, Fernando chiede a Emi se sia una Denshattacker!: uno di quei leggendari piloti di treni che si sfidano in giro per il Paese a colpi di acrobazie, trick e gare mozzafiato. Emi, fino a quel momento del tutto ignara di questo mondo, si lascia travolgere dall'euforia e decide dunque di partire per un viaggio alla scoperta dell'intero Giappone, pronta ad affrontare le gang che ne controllano le regioni e a conquistare il titolo di Denshattacker! numero uno. [caption id="attachment_1128280" align="aligncenter" width="1200"]
Emi diventa una Denshattacker![/caption]
Bastano poche battute per intuire come Denshattack! affondi le sue radici nelle più tradizionali produzioni shonen: dal tema del viaggio al potere dell'amicizia, fino all'alternanza tra sconfitte e rivincite. Un'opera in cui le rivalità si trasformano in profonde alleanze e dove la protagonista si dimostra in grado di compiere l'impossibile. Del resto da un titolo in cui dei treni eseguono dei backflip e dei manual non mi aspettavo una grande profondità narrativa.
Eppure, nonostante le tematiche non siano tra le più originali, l'evoluzione del viaggio è stata realizzata davvero bene. La scoperta del Giappone, partendo dal Kyushu fino a raggiungere l'Hokkaido, è parte integrante dell'esperienza, arricchita anche dalla presenza di una rivista (Fanzine H.Q.) dove vengono riportate curiosità reali sul Paese, oltre, chiaramente, quelle immaginarie sul mondo di Denshattack!.
Ogni regione offre inoltre mappe uniche, capaci di influenzare il gameplay e sbloccare ogni volta nuove meccaniche di gioco. Nel corso della storia - della durata di circa 8-10 ore e suddivisa in 9 capitoli - attraverseremo ambientazioni di ogni tipo: deserti, distese innevate, fitte foreste e persino fondali sottomarini, visitando anche luoghi di interesse culturale giapponesi, anche se rivisitati per renderli più consoni al mondo di gioco.
Un gameplay in continua evoluzione
Se da un lato abbiamo una componente narrativa non particolarmente originale ma funzionale, dall'altro abbiamo il vero punto di forza di Denshattack!, ovvero il gameplay. Fin dai primi livelli si intuisce che, dietro l'apparenza di un semplice "gioco dei treni che fanno i trick", si nasconde in realtà una profondità sorprendente. Lo ammetto, l'inizio è stato piuttosto traumatico, ma con un po' di pratica sono riuscito ad avere una visione completa del titolo. In Denshattack! è il giocatore che deve adattarsi al ritmo di gioco e non il contrario, una caratteristica tutt'altro che scontata al giorno d'oggi. Trattandosi di un'esperienza frenetica, il gameplay loop del gioco si basa principalmente sul tempismo. Le mappe di Denshattack! sono strutturate per andare sempre avanti e mai indietro, seguendo ovviamente i binari su cui si muove il treno. Gli analogici fungono da comandi chiave: uno serve per gestire i movimenti (L3) e l'altro per eseguire i trick (R3). [caption id="attachment_1128285" align="aligncenter" width="1200"]
L'esecuzione dei trick è piuttosto semplice.[/caption]
I trick servono ovviamente ad aumentare il punteggio, con la possibilità di mantenere la combo utilizzando il manual. Ci sono trick immediati e altri un po' più complessi, ma il più delle volte ti ritroverai a muovere l'analogico in maniera casuale perché il tempo di esecuzione è molto ristretto.
Più avanti si sbloccheranno ulteriori meccaniche che vengono assegnate ai singoli tasti, aumentando dunque la complessità delle mappe. Questo avviene al termine di ogni capitolo, quindi diciamo che il gameplay si evolve man mano che avanziamo nella storia.
Come anticipato, il gioco si articola in 9 capitoli, ciascuno dei quali include diversi livelli da completare per proseguire nella trama. I livelli sono estremamente variegati: si passa dalle gare contro altri Denshtattacker alle arene stile parco giochi, dove l'obiettivo è mantenere un punteggio alto, fino ad arrivare a epiche boss fight davvero ben realizzate.
La personalizzazione dei treni
Non spenderò molte parole su questo aspetto del gioco, anche perché non c'è molto da dire ed è un grandissimo peccato. Denshattack! permette di personalizzare il proprio treno cambiandone il colore, il pattern e aggiungendo degli adesivi. Oltre a questo, però, non è possibile fare altro. Ci sono diversi treni, unici per forma e aspetto, ma con configurazioni già preimpostate. I modelli che sbloccheremo nel corso del gioco sono dotati di caratteristiche specifiche che introducono vari bonus e malus. Ad esempio, un treno potrebbe atterrare eseguendo automaticamente un manual, penalizzando però il punteggio complessivo ottenuto. Questo è solo un esempio, ma riassume quasi tutti i vantaggi e gli svantaggi dei treni. Maggior controllo della situazione, ma a discapito del punteggio. [caption id="attachment_1128281" align="aligncenter" width="1200"]
Ci sono molti treni nel gioco con vari bonus e malus.[/caption]
Comparto artistico Urban Style e colonna sonora di alto livello
Può piacere o meno, ma è innegabile che il lato artistico di Denshattack! abbia stile da vendere. Prendendo le distanze dai suoi vecchi lavori, il team di Undercoders ha deciso di puntare tutto su un'estetica urbana colorata, ricca di graffiti e fortemente ispirata a Jet Set Radio. Devo dire che in-game la grafica si difende benissimo. Le mappe, come detto anche sopra, sono ben diversificate e offrono panorami mozzafiato. Quello che mi ha convinto di meno, però, è tutto ciò che avviene fuori dai binari: ogni tanto, prima di un livello, è possibile assistere a delle mini scene fuori dal treno. Quest'ultime sono molto spesso abbozzate con i personaggi che stanno fermi. Tra l'altro i modelli dei personaggi mi hanno ricordato quelli di Roblox (non proprio bellissimi eh). Oltre a queste scene, ci sono anche delle vere e proprie cutscene in stile anime ma presentate in slideshow (immagini statiche con il testo). Alcune sono ben realizzate, altre un po' meno, ma il budget è quello che è dopotutto. Sul piano tecnico il gioco si difende bene, mostrando un frame rate solido e senza cali, almeno su PlayStation 5. Ho riscontrato giusto qualche bug nella seconda metà dell'avventura, ma che sono stati prontamente risolti con due aggiornamenti arrivati durante la fase di recensione. [caption id="attachment_1128282" align="aligncenter" width="1200"]
Le Boss Fight sono davvero ben fatte.[/caption]
Quello che invece mi ha colpito moltissimo è stato il comparto sonoro. La colonna sonora, in particolare, presenta nomi piuttosto importanti al suo interno e che hanno contribuito in maniera significativa al medium. Troviamo infatti artisti come Tee Lopes (Sonic Mania, TMNT: Shredder's Revenge), Shoji Meguro (serie Persona), Ryo Nagamatsu (serie Splatoon), Richard Jacques (Jet Set Radio), 2 Mello (Bomb Rush Cyberfunk), solo per citarne alcuni.
Ma quindi vale la pena giocarlo?
Certo che sì! Denshattack mi ha stupito moltissimo, in particolar modo per il gameplay, sul quale avevo i dubbi maggiori. Un titolo immediato e frenetico, che strizza l'occhio agli amanti dell'Urban Style sia sul piano grafico sia su quello sonoro. La colonna sonora è semplicemente perfetta per il genere d'appartenenza, oltre ad avere grandi nomi dietro alla produzione. Il team ha anche rilasciato un trailer che presenta i vari artisti, segno che hanno investito molto su questo aspetto. La narrazione, seppur poco originale, si segue molto bene ed è funzionale. Non sono presenti i sottotitoli in italiano, ma solamente in inglese, con il doppiaggio in inglese e giapponese. Se cerchi un'esperienza basata principalmente sul gameplay, sul fare punteggi alti o sul completismo, allora Denshattack! è il titolo che fa per te... oppure ti piacciono solo i treni, in quel caso te lo consiglio comunque.L'articolo Denshattack! – Recensione proviene da GameSource.
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