«Diamo Lavoro», intreccio virtuoso per Simone, Elio e Jean Nicaise
Simone ZappaterraSimone, Elio e Jean Nicaise. Tre uomini nati in tre diversi continenti, ma che grazie al lavoro possono raccontare oggi una storia a lieto fine. Quella legata alla possibilità offerta a Simone, piccolo imprenditore di Nova Milanese, nella provincia di Monza Brianza, di assumere Elio, un manager peruviano venuto in Italia per cercare un avvenire migliore soprattutto per la figlia adolescente, e Jean Nicaise, che dal Camerun è approdato in Italia per ricongiungersi alla moglie e alla figlioletta.
Tutto questo grazie al Fondo Diamo lavoro e al distretto Caritas di Bovisio Masciago, che li ha orientati appunto verso l’azienda di Simone Zappaterra, che realizza supporti in plastica per espositori. «Non trovavo lavoratori per la mia ditta e allora, cercando in internet, mi sono imbattuto nel sito della Caritas ambrosiana, scoprendo il Fondo – racconta il titolare -. In verità le cose sono andate poi molto velocemente, perché avevo urgenza di manodopera. In un mese ho avviato il primo tirocinio e poi ho assunto quelli che oggi sono due dei miei tre operai».

Ex manager in Perù
A fargli eco, senza smettere di lavorare alle macchine che sfornano i piccoli oggetti in plastica, è Elio: «In Perù non sapevo più cosa fare quando la banca dove ero manager ha chiuso. Con mia moglie, venezuelana e ingegnere – visto le lontane origini italiane come dice il mio cognome, Toledo Ravenna – siamo venuti in Italia nel 2024. La vita non è stata facile, non sapendo la lingua, non avendo un lavoro: ma poi Caritas mi ha indirizzato al tirocinio alla C.M.Z. di Zappaterra e ho iniziato a lavorare. E devo aver fatto bene se sono stato assunto», conclude, con un gran sorriso.
Il sogno: una casa
«In Camerun ero meccanico della Mercedes – gli fa eco Jean Nicaise Ambassa Essomba, in Italia dal 2022 -, ma anche per me l’azienda ha chiuso e non c’era più lavoro. Ora ho 46 anni e mi dicevano che sono un po’ anziano: se non avessi trovato il tirocinio di Caritas con il Fondo e un titolare come Simone non so come avrei fatto. Oggi sono contento. La mia speranza è di rimanere qui e continuare a lavorare, avere una casa».

«Il Fondo? Lo consiglio a tutti»
Sull’importanza del tirocinio ritorna anche il datore di lavoro. «È uno strumento di grande utilità, perché noi non conosciamo coloro che si presentano per un’occupazione, ma Caritas, che si fa carico di tutte le spese, ci aiuta a trovare persone che possono imparare in un tempo giusto. L’ho detto anche ad amici che cercano persone da assumere e alcuni lo hanno fatto, appunto, attraverso lo stesso sistema del Fondo Diamo Lavoro, che consiglio a tutti».
E il sogno nel cassetto di Elio? «Come genitori è di offrire a nostra figlia tutto ciò che possiamo dare, un’istruzione soprattutto. Sono fiero di lei che, in nemmeno due anni, oggi è già iscritta con profitto al liceo artistico».
E che tutto questo “bene che fa bene” nasca da un’idea lontana nel tempo – il Fondo Famiglia Lavoro annunciato nella notte di Natale 2008 dal cardinale Tettamanzi in Duomo -, divenuto poi «Ripartire si può» con il cardinale Scola e «Diamo Lavoro» nel 2016 con l’apporto di tanti volontari fa solo sorridere di speranza.
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