Difesa, svolta sulle Forze armate: 40mila soldati in più e richiamo obbligatorio in caso di crisi. Esclusivo

16 Giugno 2026 - 08:30
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Difesa, svolta sulle Forze armate: 40mila soldati in più e richiamo obbligatorio in caso di crisi. Esclusivo

La Difesa punta sulle riserve

Creare un bacino di personale addestrato e “prontamente impiegabile” da affiancare alle Forze armate anche in tempo di pace. È l’obiettivo dello schema di disegno di legge sulla costituzione di Forze di riserva, che modifica in profondità il Codice dell’ordinamento militare (d.lgs. 66/2010) che Affaritaliani può mostrarvi in esclusiva.

Il testo crea tre categorie. La riserva operativa raccoglie il personale in congedo da non più di cinque anni, che mantiene il grado e accetta un vincolo quinquennale di disponibilità irrevocabile al richiamo: d’autorità e senza limiti di tempo nei casi di grave crisi, oppure con il proprio consenso e per un massimo di un anno per formazione o impiego.

La riserva volontaria specialistica è riservata a chi possiede competenze professionali particolari, con la possibilità di conferire il grado anche direttamente, senza concorso. La riserva territoriale, infine, recluta su base regionale volontari tra i 25 e i 35 anni con una ferma di dodici mesi, da impiegare per concorso alle Forze di polizia, emergenze, calamità e soccorso.

Per rendere attrattiva l’adesione sono previsti incentivi economici: un compenso di 130 euro al giorno per le attività addestrative, un premio annuo di 1.300 euro per chi completa tutti i richiami, e un esonero contributivo del 100 per cento per i datori di lavoro privati durante il periodo di richiamo.

Tra le previsioni più rilevanti c’è il richiamo d’autorità (nuovo articolo 1929-bis): in caso di grave crisi per la sicurezza dello Stato o per la difesa dei confini, il Governo potrà richiamare le riserve con delibera del Consiglio dei ministri, previa comunicazione al Presidente della Repubblica e con autorizzazione delle Camere entro cinque giorni.

Il provvedimento delega inoltre il Governo a rivedere lo strumento militare, con un incremento dell’organico fino a 40.000 unità entro il 2033 per Esercito, Marina (escluse le Capitanerie di porto), Aeronautica e Corpo unico della Sanità militare, e 2.600 unità in più per i Carabinieri, definiti anno per anno in legge di bilancio.

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