“Disertare è un dovere”: Travaglio sventola bandiera bianca e arruola Virginia, la giovane Pd che ha sfidato la Schlein

17 Settembre 2026 - 18:55
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“Disertare è un dovere”: Travaglio sventola bandiera bianca e arruola Virginia, la giovane Pd che ha sfidato la Schlein

“Disertare è un dovere”: Travaglio sventola bandiera bianca e arruola Virginia, la giovane Pd che ha sfidato la Schlein

“Sul ponte sventola bandiera bianca, the end, my only friend this is the end...”, cantava Franco Battiato, grande amico di Marco Travaglio. Ma chissà se il grande cantante siciliano avrebbe condiviso la bandiera bianca issata dal giornlista, definitivamente, come fosse un Gran Pavese, sulla prima pagina del “Fatto Quotidiano” con un editoriale dal titolo “Virginia“.
Virginia Raggi? No, Virginia Libero, la leader dei giovani Dem, la nuova fiamma politica di Travaglio dopo le sue parole, mal digerite nel Pd, sulla necessità di rinnegare la guerra con la diserzione. In sintesi, un calcio alla sua pigmaliona Elly Schlein sulla difesa di Kiev, nello stesso giorno in cui la segretaria del Pd rintuzzava i proclami paci-finti di Conte inchiodando il campo largo ai suoi doveri di solidarietà nei confronti del popolo ucraino aggredito. Il suo editoriale è una diochiarazioone d’amre a Virginia Libero e una dichiarazione di guerra al Pd.

Travaglio, la diserzione giusta di Virginia Libero

“Da tre giorni gli scemi di guerra di destra, centro e presunta sinistra lapidano Virginia Libero, 28 anni, padovana, laureata in Legge, segretaria dei Giovani Democratici. La sua colpa è di conoscere e amare la Costituzione e di aver detto alla Festa dell’Unità: ‘Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi. Noi organizzeremo i disertori. Per noi parlare di Patria significa ripudiare la guerra, dare a tutti un salario dignitoso, garantire cure. Per arrivare a tutto questo servono scelte politiche coraggiose. E la sinistra questo coraggio lo deve avere’. Anziché benedirla per aver tradotto in lingua moderna gli articoli 3, 11 e 32 della Costituzione e dimostrato l’assurdità di dividere i progressisti sulla pace e il disarmo, i guerrafondai della politica e dei media hanno preso a insultarla e deriderla senza che la segretaria Schlein la difendesse…”, scrive il direttore del “Fatto”, che ha attaccato mezzo Pd, i riformisti he spingono per Kiev.  “Questi buontemponi, a furia di dirsi riformisti, credono di aver cambiato gli articoli 11 e 52 della Carta. Che invece fortunatamente sono gli stessi scritti dai Padri costituenti…”. Poi l’epilogo: “Disertare è un dovere civico e un valore morale”, conclude Travaglio.

Che brutta parola, diserzione. Ma da oggi anche tra i contiani, dopo il via libera di Travaglio, non è più un tabù.

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