Dopo 24 anni una coppia di Roma scopre che il prete non ha registrato le nozze: il caso del matrimonio fantasma

Si erano sposati davanti a parenti, amici e testimoni. Per 24 anni hanno creduto di essere marito e moglie anche davanti alla Chiesa. Poi una richiesta di certificato ha fatto emergere una scoperta incredibile: negli archivi ecclesiastici quel matrimonio non risulta mai registrato.
Protagonisti della surreale vicenda sono G.M., oggi 57 anni, e L.T., 49 anni, entrambi liberi professionisti.
Dopo anni di matrimonio avevano deciso di separarsi e successivamente di divorziare. Nulla lasciava presagire che, proprio durante le procedure successive alla fine della loro unione, sarebbe emerso un dettaglio destinato a cambiare completamente la prospettiva sulla loro storia.
Le nozze celebrate a Roma davanti a parenti e amici
La coppia aveva celebrato il matrimonio civile nell’aprile del 2001 e, l’anno successivo, il matrimonio religioso in una villa di Roma sulla Giustiniana, davanti a testimoni, parenti e invitati. Per oltre due decenni nessuno aveva mai messo in dubbio la validità di quel “sì” pronunciato davanti all’altare. Tutto sembrava regolare, almeno fino a pochi giorni fa.
La scoperta durante la richiesta di annullamento
Dopo il divorzio civile, la donna si è rivolta alla Chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria per ottenere il certificato necessario ad avviare, tramite gli avvocati Chiara Missori e Alessandro Romano, la procedura di annullamento presso la Rota Romana. A quel punto è accaduto l’imprevedibile.
Quando la richiesta è arrivata agli uffici della Diocesi di Porto-Santa Rufina, alla Giustiniana, il personale incaricato delle verifiche avrebbe constatato che negli archivi ecclesiastici non risultava alcuna trascrizione del matrimonio celebrato nel 2002.
Il sospetto: «L’atto non sarebbe mai stato registrato»
Secondo quanto emerso, il sacerdote delegato alla celebrazione potrebbe non aver mai completato la procedura di trascrizione dell’atto matrimoniale. Se l’ipotesi fosse confermata, il matrimonio celebrato davanti all’altare sarebbe privo della registrazione necessaria negli archivi ecclesiastici. Una circostanza eccezionale che apre interrogativi sia sul piano giuridico sia su quello religioso.
Il dilemma: può sposarsi di nuovo in Chiesa?
La questione ora riguarda soprattutto il futuro della donna. Da una parte, negli archivi ufficiali della Curia non risulterebbe alcun matrimonio religioso. Dall’altra, resta il fatto che il rito è stato celebrato regolarmente davanti a sacerdoti, testimoni e invitati.
Un paradosso che pone un interrogativo tutt’altro che semplice: è possibile considerare inesistente un matrimonio vissuto per oltre vent’anni solo perché non è stato trascritto?
La risposta potrebbe arrivare soltanto dopo gli accertamenti delle autorità ecclesiastiche. Nel frattempo, la vicenda resta sospesa tra diritto canonico, burocrazia e coscienza personale, trasformando una pratica apparentemente ordinaria in un caso destinato a far discutere.
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