Dopo Begato tocca alle Lavatrici? Bucci: “No alla demolizione completa ma abbiamo delle idee”

Genova. Dopo la Diga di Begato, ormai sostituita da tre nuove palazzine quasi pronte ad accogliere le prime famiglie, potrebbe toccare alle cosiddette Lavatrici di Pra’. Il presidente Marco Bucci riprende il discorso da dove l’aveva lasciato il predecessore Giovanni Toti, che nel 2020 aveva promesso di applicare il modello Valpolcevera anche al quartiere San Pietro (questo il vero nome del complesso sulle alture del Ponente) al grido di “basta ghetti”.
Il concetto rimane lo stesso: superare le politiche abitative degli anni Ottanta e costruire sul costruito. “Non voglio parlare di errori del passato, diciamo che bisogna demolire le visioni non più moderne – sottolinea Bucci a margine del sopralluogo a Begato col ministro Foti -. A quell’epoca si pensava che fosse la cosa giusta da fare, oggi però sappiamo che non è più così e quindi è giusto che ci tiriamo su le maniche e facciamo altre cose. A Genova ci sono altri due esempi, pensate alle Lavatrici o anche al Cep di Pra’, dove la qualità è abbastanza alta, ma mancano molti servizi. Bisogna cercare di ottimizzare anche queste aree per dare a loro tutti i servizi che che possano fare la qualità dell’abitare“.
In realtà l’ex sindaco non ha ancora in mano il piccone demolitore e in ogni caso non vuole decidere da solo: ”Le idee progettuali ci sono, non penso che sia con la demolizione completa, penso che ci sia un passo avanti – spiega parlando del destino delle Lavatrici -. Però è ovvio che, in questo caso, non solo non abbiamo ancora i finanziamenti, ma soprattutto il Comune di Genova deve partecipare a queste idee, perché non possiamo gestirle noi come Regione”.
In realtà il quartiere San Pietro – progettato da Angelo Sibilla, Aldo Pino e Aldo Luigi Rizzo – si trova in una situazione diversa da quella delle ex Dighe di Begato. Su 670 alloggi in quattro blocchi, quasi metà sono diventati di proprietà privata, magari con l’investimento dei risparmi di una vita. E poi molte case delle Lavatrici godono di vista mare e uno spazio esterno. Il Comune aveva già investito negli anni scorsi con un piano di restyling basato sulla coloritura di alcune parti e sulla manutenzione di decine di alloggi sfitti.
Non solo demolizioni e ricostruzioni. La vera emergenza riguarda le migliaia di alloggi pubblici sfitti e inutilizzabili, e Bucci ne ha parlato proprio col ministro Foti: “Bisogna trovare dei modi per usare anche in questi appartamenti, magari contribuendo ai lavori di manutenzione o contribuendo all’acquisto. Ad esempio c’è il lease for buying, si tratta di dare la possibilità di diventare proprietari dell’appartamento. In passato si poteva fare. Abbiamo chiesto al ministro una legge quadro, che noi poi possiamo adottare a livello regionale con una legge regionale, per poter fare questo lavoro. È inutile e assurdo avere appartamenti vuoti dove nessuno può entrare per motivi di manutenzione”.
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