“Doppio lavoro“ in Svizzera: a Cunardo il paese si interroga sulle indagini della Finanza

“Timbrava in Italia e andava a lavorare in Svizzera”. La notizia arrivata fino alla stampa nazionale di un operaio, ex dipendente di un ente pubblico, un Comune, ha fatto il giro dei social e con essa anche il video che l’accompagna, a testimonianza che gli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle, anche attraverso pedinamenti e filmati, sono solidi.
Timbra il cartellino in Comune e va a lavorare in Svizzera: denunciato dipendente pubblico
Ora, è chiaro che va tutto dimostrato in un eventuale processo e che l’indagato è certamente innocente fino a prova contraria, ma proprio le immagini legate alla notizia, sia pur ben camuffate dagli artifici tecnologici adottati, non sono passate indifferenti ai conoscitori dei luoghi e dopo poche ore la conferma è arrivata: Cunardo.
Il paese si è interrogato sul fatto e ne è al corrente anche la prima cittadina, Pinuccia Mandelli, che non commenta la vicenda se non con frasi legate al momento, vale a dire alla necessità seguire l’evolversi della situazione sul piano procedurale.
Il dipendente comunale si occupava di sfalcio del verde pubblico, piccole manutenzioni, lavori che possono ricondursi alla tipica figura, nei piccoli centri, dello “stradino”, mansione oggi svolta da un altro dipendente comunale che ha vinto una selezione pubblica, dal momento che l’attuale indagato dalla Finanza si è dimesso alcuni mesi fa, ancora nel 2025, dalla sua posizione lavorativa.
Ora la posizione dell’ente – che, ricordiamolo, è parte lesa della vicenda – è al vaglio dei legali che valuteranno, in caso di processo, l’eventuale costituzione di parte civile.
I reati contestati sono “truffa ai danni dello Stato” e “false attestazioni della presenza in servizio”.
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